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- Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commessoIn tema di rapporti tra giudizio penale e giudizio disciplinare, la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel primo ha efficacia di giudicato nel secondo quanto all’accertamento del fatto, alla sua eventuale illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Nel caso di proscioglimento in sede penale occorre invece distinguere: in deroga alla generale previsione… Leggi tutto: Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso
- Assoluzione penale e procedimento disciplinareNel processo disciplinare degli avvocati, novellato dalla legge 31 dicembre 2012, n. 247, che ha introdotto una autonoma valutazione da parte del Consiglio Nazionale Forense dei fatti ascritti all’incolpato, in via derogatoria rispetto alla generale previsione di cui all’art. 653 cod. proc. pen., solo l’accertamento, operato con sentenza penale irrevocabile, che «il fatto non sussiste»… Leggi tutto: Assoluzione penale e procedimento disciplinare
- Formazione continua: censura per l’avvocato c.d. “zerista”La mancata acquisizione di alcun credito formativo nel triennio costituisce illecito disciplinare sanzionabile con la censura, tenendo conto della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdf) e avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto,… Leggi tutto: Formazione continua: censura per l’avvocato c.d. “zerista”
- Violazione dell’obbligo di formazione e aggiornamento professionale: l’individuazione del dies a quo prescrizionaleLa violazione del dovere di aggiornamento professionale e di formazione continua (artt. 15 e 70 cdf, art. 11 L. n. 247/2012) è un illecito omissivo a carattere istantaneo, con la conseguenza che il relativo dies a quo prescrizionale va individuato nell’ultimo giorno utile per il conseguimento dei crediti formativi richiesti per il periodo di riferimento… Leggi tutto: Violazione dell’obbligo di formazione e aggiornamento professionale: l’individuazione del dies a quo prescrizionale
- La rilevanza deontologica della dichiarazione dei redditi non corrispondente al veroCostituisce illecito (anche) deontologico il comportamento dell’avvocato che presenti una dichiarazione dei redditi non corrispondente al vero, e ciò indipendentemente dall’eventuale sanzione che l’ordinamento ricolleghi alla condotta stessa. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Scarano), sentenza n. 288 del 20 ottobre 2025
- La contestazione dell’addebito disciplinare non deve necessariamente indicare le norme deontologiche violateLa contestazione disciplinare nei confronti di un avvocato, che sia adeguatamente specifica quanto all’indicazione dei comportamenti addebitati, non richiede nè la precisazione delle fonti di prova da utilizzare nel procedimento disciplinare, nè la individuazione delle precise norme deontologiche che si assumono violate, dato che la predeterminazione e la certezza dell’incolpazione può ricollegarsi a concetti diffusi… Leggi tutto: La contestazione dell’addebito disciplinare non deve necessariamente indicare le norme deontologiche violate
- Sull’obbligo di adempiere con correttezza alle obbligazioniCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che, dopo aver acquistato l’abbonamento ad una banca dati a nome del proprio praticante di studio, ometta di provedere al pagamento delle relative rate (art. 63 cdf), contravvenendo così anche ai doveri di fedeltà e correttezza che valgono pure nei confronti dei propri colleghi e collaboratori. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Sull’obbligo di adempiere con correttezza alle obbligazioni
- La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciatoPer aversi violazione del principio di correlazione tra fatti contestati e quelli assunti a base della decisione, occorre una trasformazione radicale, nei suoi elementi essenziali, del fatto concreto, sì da pervenire ad un’incertezza sull’oggetto dell’addebito da cui scaturisca una reale violazione del principio del contraddittorio e dei diritti della difesa. Ne consegue che l’indagine volta… Leggi tutto: La riqualificazione del capo di incolpazione non vìola, di per sè, il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato
- L’omesso adempimento al mandato costituisce illecito permanenteAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’omesso adempimento al mandato costituisce illecito permanente(1). In particolare, tale permanenza si protrae per tutto il tempo in cui perdura l’inadempimento e sino al momento del verificarsi di un fatto da ritenere idoneo alla cessazione della continuità della condotta inadempiente, e al più tardi cessa nel momento in cui… Leggi tutto: L’omesso adempimento al mandato costituisce illecito permanente
- La mancata citazione dell’esponente come teste in sede dibattimentaleAi sensi dell’art. 23 del Regolamento CNF 2/2014, che ripete il principio della norma primaria dell’art. 59, co. 6 della lex 247/2012, sono utilizzabili gli esposti e le segnalazioni inerenti alla notizia di illecito disciplinare esclusivamente nel caso in cui la persona dalla quale provengono sia stata citata come teste per il dibattimento. Consiglio Nazionale… Leggi tutto: La mancata citazione dell’esponente come teste in sede dibattimentale
- L’esposto disciplinare basato su prove (asseritamente) illeciteIl potere disciplinare è esercitabile d’ufficio e non presuppone un esposto, né un interesse dell’esponente; di conseguenza la procedibilità dell’azione disciplinare non è in alcun modo condizionata dall’asserita illegittimità delle modalità con cui l’esponente abbia documentato le condotte denunciate che potrebbe rilevare al più in sede di ammissione o valutazione delle prove (Nella specie, l’incolpato… Leggi tutto: L’esposto disciplinare basato su prove (asseritamente) illecite
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria di messaggi sms e whatsappI messaggi ‘whatsapp’ e gli sms conservati nella memoria di un telefono cellulare hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 cod. proc. pen., sicché è legittima la loro acquisizione mediante mera riproduzione fotografica, non trovando applicazione né la disciplina delle intercettazioni, né quella relativa all’acquisizione di corrispondenza di cui all’art. 254 cod. proc. pen.,… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria di messaggi sms e whatsapp
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponenteLe dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente
- Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione (che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso)In tema di rapporti tra giudizio penale e giudizio disciplinare, la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel primo ha efficacia di giudicato nel secondo quanto all’accertamento del fatto, alla sua eventuale illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Nel caso di proscioglimento in sede penale occorre invece distinguere: qualora l’assoluzione sia stata pronunciata… Leggi tutto: Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione (che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso)
- L’esercizio di attività processuale dopo la morte della parteL’esercizio di attività processuale anche dopo la morte della parte ha natura eccezionale in quanto finalizzata ad evitare l’insorgere di eventuali pregiudizi in danno agli aventi causa e non può in ogni caso prescindere da una compiuta informativa a favore di questi ultimi, sicché non può fondarsi su iniziative personali ed assunte in totale autonomia… Leggi tutto: L’esercizio di attività processuale dopo la morte della parte