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- Il COA di Ferrara formula quesito in merito alla compatibilità tra l’esercizio della professione forense e l’attività di massaggiatore olistico, precisando che tale attività è riconducibile a quella di una professione “non organizzata in ordini o collegi” ai sensi della legge n. 4/2013 e che, secondo quanto dichiarato dall’interessato, l’attività verrebbe svolta in forma occasionale e senza carattere di sistematicità, continuità od organizzazione aziendale, con redditi contenuti e tali da non configurare una autonoma “abitualità professionale” e, infine, con modalità idonee a preservare il decoro e la dignità della professione forense.La risposta è resa nei termini seguenti.Come già ritenuto nei pareri nn. 41/2024 e 36/2017, l’esercizio di attività riconducibili all’ambito delle professioni non organizzate in ordini o collegi ai sensi della legge n. 4/2013 non è, di per sé, incompatibile con l’esercizio della professione forense, dal momento che non configura l’iscrizione in Albo professionale.Tuttavia, deve… Leggi tutto: Il COA di Ferrara formula quesito in merito alla compatibilità tra l’esercizio della professione forense e l’attività di massaggiatore olistico, precisando che tale attività è riconducibile a quella di una professione “non organizzata in ordini o collegi” ai sensi della legge n. 4/2013 e che, secondo quanto dichiarato dall’interessato, l’attività verrebbe svolta in forma occasionale e senza carattere di sistematicità, continuità od organizzazione aziendale, con redditi contenuti e tali da non configurare una autonoma “abitualità professionale” e, infine, con modalità idonee a preservare il decoro e la dignità della professione forense.
- Il COA di Vicenza formula un quesito in merito al periodo di conservazione della documentazione cartacea da parte dell’Ordine. Nello specifico dei documenti relativi all’attività di opinamento parcelle, alle istanze di ammissione al Patrocinio a Spese dello Stato, alle questioni disciplinari, alla Cassa di Previdenza ed Assistenza, alla formazione (ad es. accreditamento eventi), alle istanze di ammissione presentate all’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento (OCC), alle attività dello Sportello del Cittadino e ai documenti di elezione dei componenti del Consiglio dell’Ordine (ad es. schede elettorali/verbali).Come ritenuto nel parere n. 48/2024 in merito alla disciplina applicabile alla gestione archivistica dei COA, “non si può che rinviare, per quanto concerne la documentazione assoggettata a tale regime, alle disposizioni contenute nel d. lgs. n. 24/2004 (codice dei beni culturali). Per la documentazione non assoggettabile al regime di cui al codice, occorre comunque… Leggi tutto: Il COA di Vicenza formula un quesito in merito al periodo di conservazione della documentazione cartacea da parte dell’Ordine. Nello specifico dei documenti relativi all’attività di opinamento parcelle, alle istanze di ammissione al Patrocinio a Spese dello Stato, alle questioni disciplinari, alla Cassa di Previdenza ed Assistenza, alla formazione (ad es. accreditamento eventi), alle istanze di ammissione presentate all’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento (OCC), alle attività dello Sportello del Cittadino e ai documenti di elezione dei componenti del Consiglio dell’Ordine (ad es. schede elettorali/verbali).
- Il COA di Pisa formula un quesito in merito all’iscrizione nel registro dei praticanti di chi abbia già svolto un tirocinio presso gli uffici giudiziari ai sensi dell’articolo 73 del d.l. n. 69/2013 ovvero che abbia frequentato con esito positivo una Scuola di specializzazione per le professioni legali.Ai fini della risposta al quesito, si rinvia alle Linee guida inviate ai COA in data 4 giugno 2024. Consiglio nazionale forense, parere n. 32 del 25 maggio 2026
- Il COA di Latina chiede di sapere: a) se il termine massimo di cinque anni per l’esercizio del patrocinio sostitutivo, previsto dall’art. 41, comma 12, della L. 247/2012, tenuto conto che tale termine decorre dalla delibera di iscrizione nell’apposito registro e che la relativa richiesta di abilitazione può essere presentata dal praticante anche in un momento successivo al compimento dei primi sei mesi di tirocinio, possa estendersi oltre il termine di sei anni dall’inizio della pratica forense, termine ultimo per la richiesta del certificato di compiuta pratica ai sensi dell’art. 17, comma 10, lettera b) della medesima legge; b) se, a seguito del rilascio del certificato di compiuta pratica, il COA deve avviare il procedimento di cancellazione del praticante non abilitato al patrocinio sostitutivo oppure deve essere comunque mantenuta l’iscrizione per tutto il tempo in cui il praticante potrebbe chiedere al COA l’abilitazione a poter esercitare l’attività professionale in sostituzione del dominus.La risposta è resa nei termini seguenti.L’articolo 17, comma 10, lettera b) della legge n. 247/12 prescrive che la cancellazione dal registro dei praticanti e dall’elenco dei praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo viene deliberata “dopo il rilascio del certificato di compiuta pratica, che non può essere richiesto trascorsi sei anni dall’inizio, per la prima volta,… Leggi tutto: Il COA di Latina chiede di sapere: a) se il termine massimo di cinque anni per l’esercizio del patrocinio sostitutivo, previsto dall’art. 41, comma 12, della L. 247/2012, tenuto conto che tale termine decorre dalla delibera di iscrizione nell’apposito registro e che la relativa richiesta di abilitazione può essere presentata dal praticante anche in un momento successivo al compimento dei primi sei mesi di tirocinio, possa estendersi oltre il termine di sei anni dall’inizio della pratica forense, termine ultimo per la richiesta del certificato di compiuta pratica ai sensi dell’art. 17, comma 10, lettera b) della medesima legge; b) se, a seguito del rilascio del certificato di compiuta pratica, il COA deve avviare il procedimento di cancellazione del praticante non abilitato al patrocinio sostitutivo oppure deve essere comunque mantenuta l’iscrizione per tutto il tempo in cui il praticante potrebbe chiedere al COA l’abilitazione a poter esercitare l’attività professionale in sostituzione del dominus.
- Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara chiede di sapere se il contributo unificato dovuto per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione nelle controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego sia dovuto solo nella misura indicata dall’art. 13 comma 1 lettere a) – g) comma 1 DPR 115/2002 o se sia anch’esso soggetto al raddoppiamento previsto nell’art. 13 comma 1-bis DPR 115/2002.Il quesito, pur attenendo a materia fiscale e dunque diversa dall’ordinamento e dalla deontologia forense, riguarda profili direttamente incidenti sulle condizioni di esercizio della professione di avvocato e può essere dunque ritenuto ammissibile alla luce di quanto previsto alla lettera d) della comunicazione inviata ai COA il 22 maggio 2023.La risposta è resa nei termini… Leggi tutto: Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ferrara chiede di sapere se il contributo unificato dovuto per i processi dinanzi alla Corte di Cassazione nelle controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego sia dovuto solo nella misura indicata dall’art. 13 comma 1 lettere a) – g) comma 1 DPR 115/2002 o se sia anch’esso soggetto al raddoppiamento previsto nell’art. 13 comma 1-bis DPR 115/2002.
- Il COA di Nola formula quesito in merito alla sussistenza o meno di ragioni di incompatibilità tra l’espletamento dell’attività amministrativa di liquidazione delle spese legali dei provvedimenti giudiziari e di rimborso del contributo unificato versato dalle controparti vittoriose nei giudizi in cui sia risultata soccombente un’Azienda Sanitaria Locale e il ruolo di Dirigente avvocato dell’Ufficio legale del medesimo Ente.La risposta è resa nei termini seguenti.Ai sensi dell’articolo 23 della legge professionale, l’iscrizione nell’elenco speciale degli avvocati dipendenti di enti pubblici è vincolata all’adibizione dell’avvocato, in condizioni di piena indipendenza ed autonomia, alla trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente. Di conseguenza, resta di regola esclusa qualunque commistione tra svolgimento dell’attività professionale e… Leggi tutto: Il COA di Nola formula quesito in merito alla sussistenza o meno di ragioni di incompatibilità tra l’espletamento dell’attività amministrativa di liquidazione delle spese legali dei provvedimenti giudiziari e di rimborso del contributo unificato versato dalle controparti vittoriose nei giudizi in cui sia risultata soccombente un’Azienda Sanitaria Locale e il ruolo di Dirigente avvocato dell’Ufficio legale del medesimo Ente.
- Il COA di Padova chiede di sapere se sia possibile mantenere l’iscrizione all’Albo anche dopo la chiusura della partita IVA o se vi siano delle condizioni particolari che devono essere rispettate.Come ritenuto da ultimo nel parere n. 13/2026, il possesso di partita IVA non è condizione esplicitamente prevista dall’articolo 17 della legge n. 247/12 ai fini dell’iscrizione nell’Albo degli avvocati. Esso rileva, piuttosto, quale potenziale indicatore del carattere effettivo dell’esercizio della professione (articolo 2, comma 1, lettera a) del d.m. n. 47/2016) e si lega,… Leggi tutto: Il COA di Padova chiede di sapere se sia possibile mantenere l’iscrizione all’Albo anche dopo la chiusura della partita IVA o se vi siano delle condizioni particolari che devono essere rispettate.
- La Commissione di Diritto e Processo Amministrativo del Consiglio Nazionale Forense, nella seduta del 1 dicembre 2025, ha formulato quesito in merito alla portata applicativa dell’art. 4, comma 2, Decreto ministeriale 10 marzo 2014, n. 55, alla luce delle disposizioni previste dalla Legge 21 aprile 2023, n. 49, con riferimento la determinazione del compenso minimo dovuto agli avvocati a seguito dello svolgimento della propria prestazione professionale.In particolare, chiede di sapere se “in riferimento alle prestazioni professionali rese dal difensore a beneficio di un cliente contro più soggetti e poste in essere dopo la data del 23 ottobre 2023, l’aumento del 30 % del compenso spettante all’avvocato sancito ai sensi dell’art. 4, comma 2, D. M. 10 marzo 2014, n. 55… Leggi tutto: La Commissione di Diritto e Processo Amministrativo del Consiglio Nazionale Forense, nella seduta del 1 dicembre 2025, ha formulato quesito in merito alla portata applicativa dell’art. 4, comma 2, Decreto ministeriale 10 marzo 2014, n. 55, alla luce delle disposizioni previste dalla Legge 21 aprile 2023, n. 49, con riferimento la determinazione del compenso minimo dovuto agli avvocati a seguito dello svolgimento della propria prestazione professionale.
- Natura accusatoria del procedimento disciplinare e onere della prova a carico dell’organo di disciplinaIl procedimento disciplinare a carico degli avvocati ha natura accusatoria; pertanto, ai fini della condanna disciplinare, la prova della responsabilità dell’incolpato deve essere raggiunta oltre ogni ragionevole dubbio. Non incombe all’incolpato l’onere di dimostrare la propria innocenza, né di contestare espressamente le contestazioni rivoltegli, gravando invece sul Consiglio territoriale di disciplina l’onere di verificare in… Leggi tutto: Natura accusatoria del procedimento disciplinare e onere della prova a carico dell’organo di disciplina
- Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebitoIn ottemperanza ai più elementari principi che governano, sia nel procedimento civile che in quello penale, la ricerca della prova dei fatti dedotti nel procedimento, la sola accusa formulata dall’esponente, non suffragata, poi, da congrua documentazione e/o da dichiarazioni testimoniali rese da terzi disinteressati, è da ritenersi insufficiente al fine di comprovare la responsabilità dell’incolpato,… Leggi tutto: Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponenteLe dichiarazioni dell’esponente possono assumere da sole valore di prova quando trovano riscontro in altri elementi obiettivi e documentali, e siano altresì esenti da lacune e vizi logici. Pertanto, l’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria delle dichiarazioni dell’esponente
- Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolteAnche in tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il giudice non ha l’obbligo di confutare esplicitamente le tesi non accolte né di effettuare una particolareggiata disamina degli elementi di giudizio non ritenuti significativi, essendo sufficiente a soddisfare l’esigenza di adeguata motivazione che il raggiunto convincimento risulti da un esame logico e coerente, non… Leggi tutto: Il giudice della deontologia non ha l’obbligo di confutare esplicitamente tutte le tesi ed emergenze istruttorie non accolte
- Il curatore speciale del minore non può assistere un genitore contro l’altro in controversie familiariL’avvocato che abbia assistito il minore in controversie familiari deve sempre astenersi dal prestare la propria assistenza in favore di uno dei genitori in successive controversie aventi la medesima natura, e viceversa, ex art. 68 co. 5 cdfArt. 68 cdf – Assunzione di incarichi contro una parte già assistitaL’avvocato può assumere un incarico professionale contro una parte già assistita solo quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale. L’avvocato non deve assumere u…Leggi il testo completo → (Nel caso di specie, dopo essere stato curatore speciale del minore, l’avvocato si era costituito nel giudizio… Leggi tutto: Il curatore speciale del minore non può assistere un genitore contro l’altro in controversie familiari
- Assistenza legale nelle controversie familiari: la ratio del divieto di cui all’art. 68 co. 5 cdfL’art. 68 co. 5 cdf sanziona la condotta dell’avvocato che, dopo aver assistito un minore in una causa familiare, assuma successivamente la difesa di uno dei genitori, non solo per il potenziale conflitto di interessi, ma anche per la posizione privilegiata che il legale può, anche solo in astratto, avere per le informazioni ricevute e… Leggi tutto: Assistenza legale nelle controversie familiari: la ratio del divieto di cui all’art. 68 co. 5 cdf
- Sigla “p. Avv.”: vietato l’uso di abbreviazioni equivoche che ingenerino confusione sul titolo professionale possedutoIntegra illecito disciplinare la condotta del praticante avvocato che, anche nella propria corrispondenza, si limiti ad aggiungere l’iniziale “p.” alla parola “avvocato”, trattandosi di informazione equivoca e comunque decettiva cioè idonea a trarre in inganno o in ogni caso a fondare false aspettative, quindi non veritiera e non corretta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona,… Leggi tutto: Sigla “p. Avv.”: vietato l’uso di abbreviazioni equivoche che ingenerino confusione sul titolo professionale posseduto
