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- La sindrome ansioso depressiva non costituisce legittimo impedimento a comparire all’udienza disciplinareIn tema di legittimo impedimento, l’art. 420 ter cpp -che è applicabile al procedimento disciplinare forense- concerne non solo la capacità di recarsi fisicamente in udienza, ma anche quella di parteciparvi dignitosamente e attivamente per l’esercizio del diritto costituzionale di difesa. Tuttavia, esso non può derivare in via automatica dall’esistenza di una patologia più o… Leggi tutto: La sindrome ansioso depressiva non costituisce legittimo impedimento a comparire all’udienza disciplinare
- Sospeso disciplinarmente l’avvocato-delegato alla vendita condannato per turbativa d’astaCostituisce grave illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato condannato in sede penale per turbativa d’asta (Nel caso di specie, il professionista veniva condannato in sede penale per turbativa d’asta, in concorso con altri soggetti. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha confermato la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per… Leggi tutto: Sospeso disciplinarmente l’avvocato-delegato alla vendita condannato per turbativa d’asta
- Procedimento disciplinare: l’accertamento definitivo dei fatti in sede penaleLa sentenza penale irrevocabile di condanna ha efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare quanto all’accertamento del fatto, alla sua eventuale illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso (art. 653 co. 1-bis cpp), pur restando di competenza del giudice disciplinare verificare se il comportamento accertato sia deontologicamente sanzionabile, alla luce dell’autonomia dei rispettivi ordinamenti,… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: l’accertamento definitivo dei fatti in sede penale
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotteIl Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la rilevanza delle prove dedotte in virtù del principio del libero convincimento, con la conseguenza che la decisione assunta in base alle testimonianze ed agli atti acquisiti in conseguenza degli esposti deve ritenersi legittima, allorquando risulti coerente con le risultanze documentali acquisite… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte
- Procedimento disciplinare: solo la mancanza o nullità della citazione a giudizio (e non pure delle comunicazioni precedenti) vizia la decisione del CDDLa mancanza o nullità della citazione dell’incolpato per il giudizio disciplinare comporta, in via derivata, la nullità -per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio- della decisione del Consiglio Distrettuale di Disciplina Forense. Di contro, eventuali mancanze o vizi delle comunicazioni all’incolpato nelle precedenti fasi predibattimentali (art. 11 e ss. Reg. CNF… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: solo la mancanza o nullità della citazione a giudizio (e non pure delle comunicazioni precedenti) vizia la decisione del CDD
- Procedimento disciplinare: il rinvio dell’udienza per legittimo impedimentoL’assenza del professionista all’udienza disciplinare comporta il necessario rinvio dell’udienza stessa solo qualora sia comprovata l’assoluta impossibilità a comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, specifico e documentato (Nel caso di specie, la certificazione medica attestava una “sindrome vertiginosa di NDD” -i.e. natura da determinare- con prescrizione di due giorni di assoluto… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: il rinvio dell’udienza per legittimo impedimento
- Procedimento disciplinare e rinvio per legittimo impedimento: non basta il mero invio del certificato medicoAi fini della concessione del rinvio per legittimo impedimento, costituisce condizione necessaria la tempestiva manifestazione «in qualsiasi modo della volontà di comparire all’udienza», che non sussiste allorché l’incolpato si limiti a inoltrare al CDD un certificato medico, giacché da tale trasmissione non è possibile desumere una richiesta di differimento dell’udienza e non anche, come non… Leggi tutto: Procedimento disciplinare e rinvio per legittimo impedimento: non basta il mero invio del certificato medico
- La sanzione disciplinare è unica anche nel caso di più illeciti nell’ambito del medesimo procedimentoLa sanzione nel procedimento disciplinare rappresenta il frutto di un giudizio complessivo sulla condotta dell’incolpato, cui va irrogata una pena unica che non è conseguenza di una somma delle sanzioni relative alle singole violazioni. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Napoli), sentenza n. 5 del 27 gennaio 2026
- L’invio tardivo del Mod. 5 fa venir meno la sospensione amministrativa ma non scrimina l’illecito deontologicoIl mancato invio del Mod. 5 a Cassa forense comporta la sospensione (non disciplinare) dell’iscritto a tempo indeterminato da parte del Consiglio dell’Ordine (art. 17, co. 5, L. n. 576/1980), ferma restando l’autonoma e ulteriore rilevanza deontologica del comportamento stesso (art. 70 cdf). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Napoli), sentenza n. 5 del… Leggi tutto: L’invio tardivo del Mod. 5 fa venir meno la sospensione amministrativa ma non scrimina l’illecito deontologico
- Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanenteL’omesso invio del Mod. 5 a Cassa forense costituisce condotta illecita di natura permanente, sicché il dies a quo prescrizionale inizia a decorrere dalla data in cui cessa la condotta omissiva e cioè dalla data in cui l’avvocato provvede ad inviare la prevista dichiarazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Napoli), sentenza n. 5… Leggi tutto: Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanente
- Divieto di reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territorialeIl parziale accoglimento dell’impugnazione non impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale, giacché questa è determinata non già per effetto di un mero computo matematico né in base ai principi codicistici in tema di concorso di reati, ma in ragione dell’entità della lesione dei canoni deontologici e della immagine della avvocatura alla… Leggi tutto: Divieto di reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale
- Illecito deontologico atipico: l’individuazione della sanzione disciplinareLa violazione contestata dell’art. 9 del CDF non comporta l’applicazione di una sanzione tipizzata in via preventiva, ma spetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alle violazioni deontologiche commesse. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Consales), sentenza n. 3… Leggi tutto: Illecito deontologico atipico: l’individuazione della sanzione disciplinare
- La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire i colleghi di controparte “furboni, “legulei” e “perfidi legali”Le espressioni sconvenienti ed offensive (art. 52 cdf) assumono rilievo di per sé, indipendentemente dal contesto in cui sono usate e dalla veridicità dei fatti che ne costituiscono oggetto, essendo il relativo divieto previsto a salvaguardia della dignità e del decoro della professione, che, anche in presenza di comportamenti criticabili o perfino illeciti dei colleghi… Leggi tutto: La difesa non giustifica l’offesa: illecito definire i colleghi di controparte “furboni, “legulei” e “perfidi legali”
- La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparteL’art. 65 cdf ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie,… Leggi tutto: La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte
- L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terziCommette e consuma illecito deontologico l’avvocato che non provveda al puntuale adempimento delle proprie obbligazioni nei confronti dei terzi e ciò indipendentemente dalla natura privata o meno del debito, atteso che tale onere di natura deontologica, oltre che di natura giuridica, è finalizzato a tutelare l’affidamento dei terzi nella capacità dell’avvocato al rispetto dei propri… Leggi tutto: L’inadempimento delle obbligazioni nei confronti dei terzi
