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- La rilevanza istruttoria in sede deontologica delle prove raccolte nel processo penaleIl giudice disciplinare può utilizzare anche ad esclusiva base del proprio convincimento le prove raccolte nel giudizio penale a carico dell’incolpato. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Secchi Tarugi), sentenza n. 264 del 24 settembre 2025
- La rilevanza (anche) deontologica del coinvolgimento dell’avvocato in reati di bancarottaCostituisce grave (ancorché atipico) illecito disciplinare, financo punibile con la sanzione massima della radiazione, il comportamento dell’avvocato che sia coinvolto in un sodalizio criminoso stabilmente dedito alla commissione dei plurimi reati di bancarotta, in violazione dei principi di lealtà, correttezza, probità e dignità (art. 9 cdf) e conseguente lesione della immagine della avvocatura quale inevitabile… Leggi tutto: La rilevanza (anche) deontologica del coinvolgimento dell’avvocato in reati di bancarotta
- Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: l’individuazione del dies a quo prescrizionaleL’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi costituisce (anche) illecito permanente, che tuttavia si protrae non oltre lo spirare del termine utile per la presentazione della dichiarazione stessa (art. 1 DPR n. 600/1973 e DPR n. 322/1998), quindi il 31 dicembre dell’anno successivo. Conseguentemente, al più tardi in tale data va collocato il dies a quo… Leggi tutto: Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: l’individuazione del dies a quo prescrizionale
- Suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti costituisce illecito istantaneoLa violazione dell’art. 23 co. 6 cdf (secondo cui l’avvocato non deve suggerire comportamenti, atti o negozi nulli, illeciti o fraudolenti) costituisce illecito disciplinare istantaneo ai fini del dies a quo prescrizionale. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Secchi Tarugi), sentenza n. 264 del 24 settembre 2025
- Prescrizione dell’azione disciplinare: l’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)L’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza altrui, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, in sede disciplinare costituisce illecito permanente. Conseguentmenete, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta, e precisamente allorché: 1) il professionista metta a… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: l’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- La scelta della sanzione disciplinareLa scelta della sanzione disciplinare più opportuna è rimessa al giudice della deontologia in base all’apprezzamento della gravità del fatto e della condotta addebitata all’incolpato, costituendo la determinazione della sanzione adeguata una mera valutazione di merito, insindacabile in sede di legittimità. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. D’Agostino), sentenza n. 263 del 24 settembre… Leggi tutto: La scelta della sanzione disciplinare
- Procedimento disciplinare: la modifica del capo di incolpazioneQualora il CDD ritenga opportuno modificare il capo di incolpazione, occorrerà provvedere a tutti gli adempimenti formali previsti (delibera di approvazione/integrazione del capo di incolpazione, comunicazione all’interessato e così via)(1), ma la violazione del principio di corrispondenza viene comunque esclusa qualora: Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. D’Agostino), sentenza n. 263 del 24 settembre… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la modifica del capo di incolpazione
- Procedimento disciplinare – Modificazione capo d’incolpazione – Ammissibilità – Deliberazione del consiglio per l’apertura del procedimento disciplinare con un nuovo capo d’incolpazione – Necessità – Sussiste.È ammissibile modificare il capo di incolpazione dopo l’apertura del procedimento disciplinare; ove però ciò accada (configurando la fattispecie un nuovo procedimento), è necessaria una ulteriore delibera di apertura di procedimento disciplinare sui nuovi capi di incolpazione, che deve essere comunicata all’incolpato, a pena di nullità. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. D’Agostino), sentenza… Leggi tutto: Procedimento disciplinare – Modificazione capo d’incolpazione – Ammissibilità – Deliberazione del consiglio per l’apertura del procedimento disciplinare con un nuovo capo d’incolpazione – Necessità – Sussiste.
- La necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formaliLa necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto al quale non abbia potuto esplicare difesa; ne consegue che la modifica, ad opera del giudice, della… Leggi tutto: La necessaria correlazione tra addebito contestato e decisione disciplinare non rileva in termini puramente formali
- Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di falsi atti giudiziari costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)La formazione e l’uso di un atto falso sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che, ai fini dell’individuazione del dies a quo prescrizionale, si protraggono nel tempo. In sede deontologica, pertanto, la condotta costituisce illecito permanente, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, mentre la… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di falsi atti giudiziari costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- La formazione di falsi atti giudiziari costituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtàCostituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtà, ai quali la professione deve sempre ispirarsi, oltre che dei doveri di fedeltà (art. 10 nuovo c.d.f.) e fiducia (art. 11 nuovo c.d.f.) il comportamento dell’avvocato che falsifichi atti giudiziari e li utilizzi al fine di nascondere al cliente l’omesso svolgimento della relativa attività… Leggi tutto: La formazione di falsi atti giudiziari costituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtà
- Nuovo articolo 25 bis cdf (con tabella di confronto)Nuovo testo Vecchio testo Art. 25-bis – Violazioni delle disposizioni in materia di equo compenso. Art. 25-bis – Violazioni delle disposizioni in materia di equo compenso 1. Ai sensi e per gli effetti della legge n. 49/2023 in materia di equo compenso, l’avvocato non può concordare un compenso che non sia giusto, equo e proporzionato… Leggi tutto: Nuovo articolo 25 bis cdf (con tabella di confronto)
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiLa determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- Il rapporto professionale tra avvocato e cliente non presuppone il conferimento della procura ad litemPer l’esistenza di un rapporto professionale avvocato-cliente e dei relativi doveri deontologici non è indispensabile una procura alle liti (negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio), essendo sufficiente il cd. contratto di patrocinio (negozio bilaterale con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema… Leggi tutto: Il rapporto professionale tra avvocato e cliente non presuppone il conferimento della procura ad litem
- Il termine per il deposito della decisione disciplinare è ordinatorioIl termine per il deposito delle motivazioni (decorrente dalla lettura del dispositivo all’esito del dibattimento: art. 26 Regolamento CNF n. 2/2014) è ordinatorio e non perentorio, dal momento che il mancato rispetto non è correlato ad alcuna sanzione e non determina alcun vizio procedurale che si ripercuota sulla validità della deliberazione. Consiglio Nazionale Forense (pres.… Leggi tutto: Il termine per il deposito della decisione disciplinare è ordinatorio