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- Comportamenti o espressioni sconvenienti nei confronti del giudiceLa violazione dell’art. 53 cdf, che impone al professionista di mantenere con il giudice un rapporto improntato alla dignità ed al rispetto della persona del giudicante e del suo operato, si configura anche nell’utilizzo di espressioni sconvenienti in quanto dirette consapevolmente ad insinuare nei confronti del magistrato il sospetto di illiceità ovvero la violazione del… Leggi tutto: Comportamenti o espressioni sconvenienti nei confronti del giudice
- Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – LimitiAncorché il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario costituisca facoltà inalienabile del difensore, tale diritto deve essere sempre esercitato, in primo luogo, nelle modalità e con gli strumenti previsti dall’orientamento processuale e mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con… Leggi tutto: Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – Limiti
- Espressioni offensive o sconvenienti: l’illecito è istantaneoAi fini dell’individuazione del dies a quo prescrizionale, l’illecito di cui all’art. 52 cdf ha natura istantanea, giacché si consuma col fatto stesso dell’esternazione delle espressioni offensive o sconvenienti (Nella specie trattavasi di frasi contenute nell’atto d’appello e riferite al giudice di prime cure). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cassi), sentenza n. 277… Leggi tutto: Espressioni offensive o sconvenienti: l’illecito è istantaneo
- L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpatoIn ossequio al principio enunciato dall’art. 21 cdf, nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento, nonostante siano state molteplici le… Leggi tutto: L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato
- Sulla rilevanza disciplinare dell’autocertificazione falsaCostituisce illecito deontologico il comportamento dell’avvocato che sottoscriva una inveritiera autocertificazione ex art. 76 DPR n. 445/2000 (nella specie, falsa attestazione circa l’inesistenza a proprio carico di provvedimenti disciplinari nel quinquennio antecedente), e ciò a prescindere dall’eventuale irrilevanza penale della condotta stessa (art. 483 c.p.), nonché dal fatto che il modulo di dichiarazione, mancante della… Leggi tutto: Sulla rilevanza disciplinare dell’autocertificazione falsa
- Dalla sospensione disciplinare va detratta la durata della pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio della professioneLa durata della pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio della professione e/o di quella cautelare interdittiva inflitte all’avvocato dall’autorità giudiziaria è computata nella durata della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione ex art. 54 co. 4 L. n. 247/2012 e art. 29 co. 1 lett. c Reg. CNF n. 2/2014 (Nel caso di specie, in applicazione… Leggi tutto: Dalla sospensione disciplinare va detratta la durata della pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio della professione
- L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpatoIn ossequio al principio enunciato dall’art. 21 cdf (già art. 3 codice previgente), nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, che non potrà se non essere l’unica nell’ambito dello stesso procedimento,… Leggi tutto: L’oggetto di valutazione nel procedimento disciplinare è il comportamento complessivo dell’incolpato
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiLa determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdf), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- Concorso (materiale) di violazioni deontologiche commesse con più azioni od omissioni: inapplicabile l’istituto della continuazioneNel caso di plurime condotte materiali aventi autonomo rilievo deontologico, non trova applicazione in via analogica la disciplina sulla “continuazione” prevista dall’art. 81 c.p. (che si riferisce agli illeciti penali) e dall’art. 8, co. 2, L. n. 689/1981 (che si riferisce alle infrazioni amministrative in materia di previdenza ed assistenza). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: Concorso (materiale) di violazioni deontologiche commesse con più azioni od omissioni: inapplicabile l’istituto della continuazione
- La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinareAi fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo.… Leggi tutto: La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
- La formazione di falsi atti giudiziari costituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtàCostituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtà, ai quali la professione deve sempre ispirarsi, oltre che dei doveri di fedeltà (art. 10 c.d.f.) e fiducia (art. 11 c.d.f.) il comportamento dell’avvocato che falsifichi atti giudiziari e li utilizzi al fine di nascondere al cliente l’omesso svolgimento della relativa attività professionale commissionatagli.… Leggi tutto: La formazione di falsi atti giudiziari costituisce gravissima violazione dei principi di probità, dignità, decoro e lealtà
- Sanzione deontologica e precedenti disciplinariIn ossequio al principio enunciato dall’art. 21 cdf, nei procedimenti disciplinari l’oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato e tanto al fine di valutare la sua condotta in generale, quanto a quello di infliggere la sanzione più adeguata, per la quale occorre effettuare un bilanciamento tra la considerazione di gravità dei fatti addebitati ed… Leggi tutto: Sanzione deontologica e precedenti disciplinari
- Prescrizione dell’azione disciplinare: l’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)L’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza altrui, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, in sede disciplinare costituisce illecito permanente. Conseguentmenete, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta, e precisamente allorché: 1) il professionista metta a… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: l’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Carello), sentenza n. 271 del 24 settembre 2025
- Il procedimento disciplinare (amministrativo ma speciale) avanti al Consiglio territoriale non ha un termine (minimo o) massimo di durata a pena di nullitàIl procedimento disciplinare di primo grado ha sì natura amministrativa, ma speciale, in quanto disciplinato specificamente dalle norme dell’Ordinamento forense, che non contengono termini perentori per l’inizio, lo svolgimento e la definizione del procedimento stesso davanti al Consiglio territoriale all’infuori di quelli posti a tutela del diritto di difesa, nonché di quello di prescrizione dell’azione… Leggi tutto: Il procedimento disciplinare (amministrativo ma speciale) avanti al Consiglio territoriale non ha un termine (minimo o) massimo di durata a pena di nullità