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- L’omessa dichiarazione relativa alle imposte sui redditi o sul valore aggiunto è un illecito (anche) deontologico istantaneoAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’omessa dichiarazione relativa alle imposte sui redditi o sul valore aggiunto (art. 5 D.Lgs. n. 74/2000) è un illecito deontologico di natura istantanea, che si consuma il novantunesimo giorno successivo alla scadenza del termine ultimo stabilito dalla legge per la presentazione della dichiarazione annuale. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: L’omessa dichiarazione relativa alle imposte sui redditi o sul valore aggiunto è un illecito (anche) deontologico istantaneo
- L’emissione di fatture per operazioni inesistenti è un illecito (anche) deontologico istantaneoAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, l’emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 D.Lgs. n. 74/2000) è un illecito deontologico di natura istantanea, che si consuma nel momento di emissione della fattura ovvero, laddove si abbiano plurimi episodi nel medesimo periodo di imposta, nel momento di emissione dell’ultima di esse. Consiglio… Leggi tutto: L’emissione di fatture per operazioni inesistenti è un illecito (anche) deontologico istantaneo
- La dichiarazione dei redditi infedele è un illecito (anche) deontologico istantaneoAi fini della prescrizione dell’azione disciplinare, il delitto di dichiarazione infedele ha natura di illecito deontologico istantaneo, che si perfeziona con la presentazione della dichiarazione annuale delle imposte. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cassi), sentenza n. 88 del 24 marzo 2026 NOTAIn senso conforme, CNF n. 96/2025.
- Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinareAnche in sede disciplinare opera il principio di “acquisizione della prova”, in forza del quale un elemento probatorio, legittimamente acquisito, una volta introdotto nel processo, è acquisito agli atti e, quindi, è ben utilizzabile da parte del giudice al fine della formazione del convincimento. Conseguentemente, le risultanze probatorie acquisite, pur se formate in un procedimento… Leggi tutto: Istruttoria esperita in sede penale: il principio delle cc.dd. prove atipiche vale anche in sede disciplinare
- La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinareNell’ambito del procedimento disciplinare forense non sussiste in forma rigida un principio di corrispondenza tra addebito contestato e decisione disciplinare, trattandosi piuttosto di una «correlazione» che non rileva in termini puramente formali, rispondendo all’esigenza di garantire pienezza ed effettività del contraddittorio sul contenuto dell’accusa e di evitare che l’incolpato sia condannato per un fatto rispetto… Leggi tutto: La corrispondenza (rectius, correlazione) tra addebito contestato e decisione disciplinare
- Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare non va detratto dal CDD al momento della quantificazione della sanzione (ma dal COA in sede di sua esecuzione)Nella quantificazione della sanzione da irrogare, il CDD non deve tener conto dell’eventuale periodo di sospensione cautelare già sofferto per il medesimo fatto sottraendolo dalla durata della sospensione disciplinare, giacché tale detrazione spetta all’organo competente per l’esecuzione della sanzione medesima, dunque al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ove è iscritto l’avvocato sanzionato, come previsto dagli artt.… Leggi tutto: Sospensione dall’esercizio della professione: il “periodo presofferto” in sede cautelare non va detratto dal CDD al momento della quantificazione della sanzione (ma dal COA in sede di sua esecuzione)
- Sospeso disciplinarmente l’avvocato condannato per sfruttamento della prostituzioneLo sfruttamento della prostituzione, per il suo intrinseco disvalore morale e sociale, costituisce una palese violazione dei doveri di probità, dignità e decoro (art. 9 cdfArt. 9 cdf – Doveri di probità, dignità, decoro e indipendenzaL’avvocato deve esercitare l’attività professionale con indipendenza, lealtà, correttezza, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza, tenendo conto del rilievo costituzionale e sociale della di…Leggi il testo completo →), con conseguente compromissione dell’immagine dell’avvocatura quale entità astratta e contestuale perdita di credibilità della categoria forense (Nel caso di specie, l’avvocato era stato condannato in sede penale a due… Leggi tutto: Sospeso disciplinarmente l’avvocato condannato per sfruttamento della prostituzione
- La minaccia sproporzionata e vessatoria (oltreché infondata) di querelare controparteCostituisce illecito disciplinare, per violazione dell’art. 65 co. 1 cdfArt. 65 cdf – Minaccia di azioni alla controparteL’avvocato può intimare alla controparte particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce, querele o altre iniziative, informandola delle relative conseguenze, ma no…Leggi il testo completo →, il comportamento dell’avvocato che, in modo sproporzionato e vessatorio oltre che giuridicamente infondato, minacci controparte di depositare querela per il supposto reato di cui all’art. 388 c.p. (“Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”). Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Pizzuto), sentenza n. 84… Leggi tutto: La minaccia sproporzionata e vessatoria (oltreché infondata) di querelare controparte
- Illecito screditare il collega agli occhi del suo clienteCostituisce illecito disciplinare, per violazione degli artt. 42 e 52 cdf, il comportamento dell’avvocato che denigri un collega nella corrispondenza inviata direttamente al suo cliente, trattandosi di condotta particolarmente lesiva della dignità professionale, volta a minare il rapporto fiduciario tra il collega e il suo assistito (Nel caso di specie, l’avvocato aveva inviato una diffida… Leggi tutto: Illecito screditare il collega agli occhi del suo cliente
- La violazione dei doveri di fedeltà, fiducia, diligenza e competenza non riguarda soltanto il rapporto con il clienteGli artt. 10 (dovere di fedeltà), 11 (rapporto di fiducia), 12 (dovere di diligenza) e 14 (dovere di competenza), pur trovando primaria applicazione nel rapporto con il cliente, delineano doveri generali di condotta la cui violazione può riverberarsi anche nei rapporti con i terzi e i colleghi, compromettendo l’immagine e la dignità della professione forense,… Leggi tutto: La violazione dei doveri di fedeltà, fiducia, diligenza e competenza non riguarda soltanto il rapporto con il cliente
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Feliziani), sentenza n. 83 del 20 marzo 2026
- Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territorialeLa mancanza di adeguata motivazione non costituisce motivo di nullità della decisione del Consiglio territoriale, in quanto, alla motivazione carente, il Consiglio Nazionale Forense, giudice di appello, può apportare le integrazioni che ritiene necessarie. Il C.N.F. è infatti competente quale giudice di legittimità e di merito, per cui l’eventuale inadeguatezza, incompletezza e addirittura assenza della… Leggi tutto: Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territoriale
- La mancata indicazione dei criteri per la scelta e la quantificazione della sanzione irrogataLa mancata indicazione, da parte del Consiglio territoriale, dei criteri per la scelta e la quantificazione della sanzione irrogata, non integra alcuna nullità della decisione, non sussistendo uno specifico obbligo motivazionale, ma esclusivamente un criterio di adeguatezza, in relazione all’offesa della dignità e del decoro della classe professionale che dal comportamento riconosciuto possono derivare. In… Leggi tutto: La mancata indicazione dei criteri per la scelta e la quantificazione della sanzione irrogata
- La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinareAi fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi, dominarlo.… Leggi tutto: La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare
- Procedimento disciplinare: l’accertamento definitivo dei fatti in sede penaleLa sentenza penale di condanna ha efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare, quanto all’accertamento del fatto, della sua illiceità penale e della circostanza che l’imputato lo ha commesso, essendo comunque riservata al giudice della deontologia la valutazione della rilevanza disciplinare nello specifico ambito professionale alla luce dell’autonomia dei rispettivi ordinamenti, penale e disciplinare. Consiglio Nazionale… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: l’accertamento definitivo dei fatti in sede penale
