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- Post sui social: la rilevanza deontologica degli apprezzamenti offensivi di natura sessistaL’avvocato è tenuto ad improntare la propria condotta a lealtà e correttezza in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e a maggior ragione quando si esprime mediante l’uso dei social e quindi nella sfera del web), evitando comportamenti che compromettano l’immagine dell’avvocatura, al fine di assicurare responsabilmente la funzione sociale che l’ordinamento le attribuisce,… Leggi tutto: Post sui social: la rilevanza deontologica degli apprezzamenti offensivi di natura sessista
- In materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecitoIn materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, per cui non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, ma solo l’enunciazione dei doveri fondamentali, tra cui segnatamente quelli di probità, dignità, decoro, lealtà e correttezza di cui all’art. 9 del nuovo codice deontologico forense che, quale “norma… Leggi tutto: In materia disciplinare non opera il principio di stretta tipicità dell’illecito
- Post offensivo su Facebook: il ridotto numero di follower non esclude l’illecitoL’eventuale rilevanza deontologica di un post sui social prescinde dal numero asseritamente ridotto dei follower, che può semmai rilevare ai (soli) fini della dosimetria della sanzione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Santinon), sentenza n. 11 del 3 febbraio 2026 NOTAIn senso conforme, CNF n. 394/2025, secondo cui la pubblicazione limitata agli “amici” non… Leggi tutto: Post offensivo su Facebook: il ridotto numero di follower non esclude l’illecito
- Espressioni offensive o sconvenienti: l’illecito prescinde dall’individuaizone nominativa dei soggetti offesiAi fini dell’integrazione dell’illecito di cui all’art. 52 cdf, non è necessaria l’individuazione nominativa dei destinatari delle espressioni offensive o sconvenenienti. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Santinon), sentenza n. 11 del 3 febbraio 2026
- Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicanteE’ inammissibile l’istanza di ricusazione che investa la totalità dei membri del collegio giudicante, perché l’istituto della ricusazione può essere adoperato per contestare l’imparzialità di singoli componenti del collegio stesso, ma non contro il medesimo nella sua globalità, al fine di metterne in discussione l’idoneità a decidere. Diversamente opinando, si finirebbe col legittimare la neutralizzazione… Leggi tutto: Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicante
- La ricusazione del giudice disciplinare deve essere proposta tempestivamenteIn tema di procedimento disciplinare, l’istanza di ricusazione va proposta, a pena di sua inammissibilità, prima della decisione (ovvero, al più tardi, «prima dell’inizio della trattazione o discussione» ex art. 52, co. 2, c.p.c.) e comunque entro sette giorni dalla conoscenza dei motivi che la giustificano (art. 7 Reg. CNF n. 2/2014). La cumulatività delle… Leggi tutto: La ricusazione del giudice disciplinare deve essere proposta tempestivamente
- Concorso (materiale) di violazioni deontologiche commesse con più azioni od omissioni: inapplicabile l’istituto della continuazioneNel caso di plurime condotte materiali aventi autonomo rilievo deontologico, non trova applicazione in via analogica la disciplina sulla “continuazione” prevista dall’art. 81 c.p. (che si riferisce agli illeciti penali) e dall’art. 8, co. 2, L. n. 689/1981 (che si riferisce alle infrazioni amministrative in materia di previdenza ed assistenza). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: Concorso (materiale) di violazioni deontologiche commesse con più azioni od omissioni: inapplicabile l’istituto della continuazione
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale, ad onta della gravità oggettiva delle violazioni incidenti su valori rilevanti della deontologia forense, ben può essere ridotta nella misura qualora, l’incolpato dimostri consapevolezza del proprio errore ed il suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cancellario),… Leggi tutto: Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzione
- L’indebita appropriazione di somme spettanti al clienteCostituisce grave illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in violazione dei fondamentali principi della deontologia, incassi per conto del cliente una cospicua somma, omettendo di rendergliene immediatamente conto ed appropriandosene indebitamente. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cancellario), sentenza n. 9 del 27 gennaio 2026
- Il divieto di trattenere, oltre il tempo strettamente necessario, il denaro spettante al clienteAtteso che, ai sensi dell’art. 30 cdf, l’infrazione disciplinare nella gestione di denaro altrui si concretizza allorquando si trattengano somme ricevute per conto della parte assistita oltre il tempo strettamente necessario, l’intervallo di un tempo pari ad alcuni mesi durante il quale il professionista abbia trattenuto somme di spettanza della cliente deve ritenersi assolutamente ingiustificabile… Leggi tutto: Il divieto di trattenere, oltre il tempo strettamente necessario, il denaro spettante al cliente
- Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territorialeLa mancanza di adeguata motivazione non costituisce motivo di nullità della decisione del Consiglio territoriale, in quanto, alla motivazione carente, il Consiglio Nazionale Forense, giudice di appello, può apportare le integrazioni che ritiene necessarie. Il C.N.F. è infatti competente quale giudice di legittimità e di merito, per cui l’eventuale inadeguatezza, incompletezza e addirittura assenza della… Leggi tutto: Il CNF può integrare, in sede di appello, la motivazione della decisione del Consiglio territoriale
- Procedimento disciplinare: i casi di astensione e ricusazione sono tassativiGli istituti dell’astensione e della ricusazione sono a presidio dell’imparzialità del giudicante e devono sussistere nei termini tassativi stabiliti dalle norme: essi si differenziano tra loro in quanto il primo è frutto di autodeterminazione del Giudicante e può essere sollevato od essere subito dalla parte, mentre il secondo, su istanza della parte, è subito dal… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: i casi di astensione e ricusazione sono tassativi
- Procedimento disciplinare: l’asserita offensività degli addebiti non è causa di ricusazioneL’asserita infondatezza degli addebiti non può essere fondatamente invocata quale causa di ricusazione (Nel caso di specie, l’incolpato aveva ricusato il proprio giudice disciplinare sull’assunto che il capo di incolpazione fosse offensivo della sua reputazione professionale). Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Cassi), sentenza n. 8 del 27 gennaio 2026
- Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicanteE’ inammissibile l’istanza di ricusazione che investa la totalità dei membri del collegio giudicante, perché l’istituto della ricusazione può essere adoperato per contestare l’imparzialità di singoli componenti del collegio stesso, ma non contro il medesimo nella sua globalità, al fine di metterne in discussione l’idoneità a decidere. Diversamente opinando, si finirebbe col legittimare la neutralizzazione… Leggi tutto: Inammissibile la ricusazione dell’intero Collegio giudicante
- La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinareL’azione disciplinare non rientra nella disponibilità delle parti, sicché la rinuncia all’esposto ovvero la remissione della querela per i fatti oggetto di procedimento disciplinare, così come l’eventuale dichiarazione degli interessati di essere pervenuti ad una risoluzione bonaria della controversia non implica l’estinzione del procedimento, giacché l’azione disciplinare è officiosa e non negoziabile, in quanto volta… Leggi tutto: La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinare
