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- Sul rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia da parte del CNFIn capo al Consiglio Nazionale Forense non sussiste l’obbligo di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia, giacché il CNF non è giudice di ultima istanza ex art. 267, comma 3 TFUE, in quanto avverso le sue decisioni le parti possono proporre ricorso alle sezioni unite della Corte di cassazione, entro trenta giorni dalla notificazione, per… Leggi tutto: Sul rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia da parte del CNF
- L’esercizio della professione forense in Italia da parte di cittadini extra UEGli avvocati extracomunitari(1) possono esercitare in Italia alle condizioni previste dall’art. 17 co. 2 L. n. 247/12, che consente l’iscrizione in un Albo italiano: a) allo straniero che ha conseguito il diploma di laurea in giurisprudenza presso un’università italiana e ha superato l’esame di Stato, o che ha conseguito il titolo di avvocato in 4… Leggi tutto: L’esercizio della professione forense in Italia da parte di cittadini extra UE
- Brexit: i presupposti per l’integrazione dell’avvocato stabilito proveniente dal Regno UnitoQualora l’avvocato stabilito abbia maturato i requisiti prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, egli ha maturato il diritto all’integrazione ai sensi del d. lgs. n. 96/2001, a condizione che il riconoscimento delle qualifiche professionali ovvero la presentazione della domanda di riconoscimento siano avvenute prima della fine del cd. periodo di transizione, che ha avuto… Leggi tutto: Brexit: i presupposti per l’integrazione dell’avvocato stabilito proveniente dal Regno Unito
- Brexit: ai fini dell’esercizio della professione forense in Italia, gli avvocati del Regno Unito che al 31/12/2020 non abbiano già maturato i requisiti per l’integrazione, sono ad ogni effetto avvocati extra-UEA partire dal primo gennaio 2021, il Regno Unito non è più un paese membro dell’Unione Europea, sicché la direttiva 98/5/EC non è più applicabile agli avvocati stabiliti provenienti dal Regno Unito che, alla data del 31.12.2020, non abbiano maturato i requisiti per l’integrazione nell’Albo degli Avvocati, con la conseguenza che gli stessi dovranno essere… Leggi tutto: Brexit: ai fini dell’esercizio della professione forense in Italia, gli avvocati del Regno Unito che al 31/12/2020 non abbiano già maturato i requisiti per l’integrazione, sono ad ogni effetto avvocati extra-UE
- Brexit: dopo la fine del periodo transitorio, gli Avvocati britannici stabiliti in Italia, iscritti nella relativa sezione speciale, devono essere considerati come cittadini di Stati TerziQualora l’avvocato stabilito abbia maturato i requisiti prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, egli ha maturato il diritto all’integrazione ai sensi del d. lgs. n. 96/2001, a condizione che il riconoscimento delle qualifiche professionali ovvero la presentazione della domanda di riconoscimento siano avvenute prima della fine del cd. periodo di transizione: un tanto si… Leggi tutto: Brexit: dopo la fine del periodo transitorio, gli Avvocati britannici stabiliti in Italia, iscritti nella relativa sezione speciale, devono essere considerati come cittadini di Stati Terzi
- Patrocinio a spese dello Stato: il difensore non risponde disciplinarmente delle false autocertificazioni del cliente che richiede l’ammissione al beneficioLe dichiarazioni rese nell’ambito della istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato sono autocertificazioni, sottoscritte dal cliente e semplicemente autenticate dall’avvocato, che non è tenuto, né potrebbe svolgere attività di controllo e verifica delle dichiarazioni sul reddito dichiarato dal cliente, non avendone né gli strumenti, né il potere, salvo quello di chiedere al… Leggi tutto: Patrocinio a spese dello Stato: il difensore non risponde disciplinarmente delle false autocertificazioni del cliente che richiede l’ammissione al beneficio
- Patrocinio a spese dello Stato e contemporanea richiesta di distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c.: l’illecito deontologico non è automatico ma richiede l’allegazione di una frodeNon sussiste un’incompatibilità assoluta tra la dichiarazione di distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c. e l’ammissione dell’assistito al patrocinio a spese dello Stato giacché, se è pur vero che l’istanza di distrazione quando formulata va accolta, essa può essere successivamente revocata su richiesta dell’assistito che, allegandone la frode, evidenzi la insussistenza dei presupposti per… Leggi tutto: Patrocinio a spese dello Stato e contemporanea richiesta di distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c.: l’illecito deontologico non è automatico ma richiede l’allegazione di una frode
- [importante] La mancata citazione al dibattimento dell’esponente rende inutilizzabile l’esposto, ma non l’eventuale documentazione allegata allo stessoAi sensi dell’art. 59 co. 6 lett. g L. n. 247/2012 sono utilizzabili per la decisione:1) le dichiarazioni e i documenti provenienti dall’incolpato, gli atti formati e i documenti acquisiti nel corso della fase istruttoria e del dibattimento (conformemente, art. 23, lett. a e b Reg. CNF n. 2/2014)2) gli esposti e le segnalazioni inerenti… Leggi tutto: [importante] La mancata citazione al dibattimento dell’esponente rende inutilizzabile l’esposto, ma non l’eventuale documentazione allegata allo stesso
- Finte assunzioni finalizzate ai permessi di soggiorno: la rilevanza (anche) deontologica della violazione fraudolenta delle norme in tema di immigrazioneCostituisce grave illecito disciplinare, per violazione degli artt. 9 e 23 co. 6 cdf, il comportamento dell’avvocato che offra a cittadini extracomunitari la propria consulenza legale affinché, attraverso un sistema fraudolento di finte assunzioni e in frode alla normativa vigente (c.d. decreto flussi), questi possano ottenere il permesso di soggiorno in Italia, in cambio di… Leggi tutto: Finte assunzioni finalizzate ai permessi di soggiorno: la rilevanza (anche) deontologica della violazione fraudolenta delle norme in tema di immigrazione
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiLa determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- L’individuazione della sanzione disciplinare nel caso di illecito deontologico a forma libera o atipicoNel caso di illecito tipico, la sanzione applicabile è quella indicata dalla stessa norma deontologica incriminatrice, mentre negli altri casi spetta al giudicante determinare la sanzione da irrogarsi in concreto tenendo conto del grado di offensività della condotta illecita e da scegliersi tra una di quelle tipizzate dall’Ordinamento professionale (artt. 52 e 53 L. n.… Leggi tutto: L’individuazione della sanzione disciplinare nel caso di illecito deontologico a forma libera o atipico
- Inapplicabilità del principio di stretta tipicità dell’illecito penale alla materia disciplinare forense e norma di chiusura dell’art. 9 CDFIl principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, non trova applicazione nella materia disciplinare forense, nell’ambito della quale non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, giacché il nuovo sistema deontologico forense — governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c. 3, 17 c. 1 e 51 c. 1 della L. 247/2012)… Leggi tutto: Inapplicabilità del principio di stretta tipicità dell’illecito penale alla materia disciplinare forense e norma di chiusura dell’art. 9 CDF
- [importante] Procedimento disciplinare: l’incolpato deve citare i testi senza attendere il provvedimento di ammissione della prova (che riguarda la sola escussione)In virtù del combinato disposto degli artt. 21, comma 2 lett. d), e 22 del Reg. CNF n. 2/2014, l’intimazione dei testi a comparire all’udienza dibattimentale non presuppone un provvedimento del CDD che ammetta la prova stessa, sicché l’incolpato decade dalla prova se non provvede ad intimarli e di procurarne la comparizione all’udienza dibattimentale, non… Leggi tutto: [importante] Procedimento disciplinare: l’incolpato deve citare i testi senza attendere il provvedimento di ammissione della prova (che riguarda la sola escussione)
- Procedimento disciplinare: l’omesso avviso del COA all’iscritto non è causa di nullitàAcquisita una notizia di (potenziale) illecito disciplinare, immediatamente il COA ne dà notizia all’iscritto invitandolo a presentare sue deduzioni entro il termine di venti giorni, e trasmette gli atti unitamente a una scheda riassuntiva dei provvedimenti disciplinari a carico dell’iscritto al CDD, che è competente, in via esclusiva, per ogni ulteriore atto procedimentale (art. 50… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: l’omesso avviso del COA all’iscritto non è causa di nullità
- L’indicazione dei fatti contestati all’incolpatoLe norme che regolamentano la fase sommaria disciplinare o pre-procedimentale non impongono la minuziosa e specifica indicazione dei fatti contestati all’incolpando, essendo sufficiente l’enunciazione sommaria dei fatti stessi e solo successivamente, con l’eventuale citazione a comparire dell’incolpato davanti al Consiglio dell’Ordine, la menzione circostanziata degli addebiti. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Patelli), sentenza… Leggi tutto: L’indicazione dei fatti contestati all’incolpato
