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- Sanzione aggravata alla sospensione: la durata minima è di due mesiL’art. 22 co. 2 lett. b cdfArt. 22 cdf – SanzioniLe sanzioni disciplinari sono:a) Avvertimento: consiste nell’informare l’incolpato che la sua condotta non è stata conforme alle norme deontologiche e di legge, con invito ad astenersi dal compiere al…Leggi il testo completo → si deve interpretare nel senso che la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione, da essa prevista per i casi più gravi di illeciti che di norma sono sanzionati con la censura, trova applicazione necessariamente nel minimo di due mesi, ancorché la norma non fissi espressamente una misura minima… Leggi tutto: Sanzione aggravata alla sospensione: la durata minima è di due mesi
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Giraudo), sentenza n. 47 del 20 febbraio 2026
- Dosimetria della sanzione: le principali cause attenuantiPer la giusta dosimetria della sanzione, e in particolare ai fini di un’eventuale mitigazione della stessa, tra le altre cose rilevano il grado non particolarmente elevato della colpa e l’assenza di dolo o intento fraudolento, la correttezza del comportamento precedente e successivo ai fatti, le vicende personali e professionali dell’incolpato nel periodo considerato, la ridotta… Leggi tutto: Dosimetria della sanzione: le principali cause attenuanti
- I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuantiLa determinazione della sanzione disciplinare non è frutto di un mero calcolo matematico, ma è conseguenza della complessiva valutazione dei fatti (art. 21 cdfArt. 21 cdf – Potestà disciplinareSpetta agli Organi disciplinari la potestà di applicare, nel rispetto delle procedure previste dalle norme, anche regolamentari, le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione deontologica comme…Leggi il testo completo →), avuto riguardo alla gravità dei comportamenti contestati, al grado della colpa o all’eventuale sussistenza del dolo ed alla sua intensità, al comportamento dell’incolpato precedente e successivo al fatto, alle circostanze -soggettive… Leggi tutto: I criteri per la determinazione in concreto della sanzione disciplinare: aggravanti e attenuanti
- Illecito qualificare il titolo esecutivo impugnato come ‘spazzatura la cui sola lettura fa rabbrividire‘Il diritto-dovere di difesa non scrimina l’illiceità deontologica di espressioni gratuitamente offensive ed esorbitanti (perché non pertinenti né funzionali alla difesa), che in quanto tali si situano infatti ben al di là del normale esercizio del diritto di critica, per entrare nel campo, non consentito dalle regole di comportamento professionale, dello scherno del biasimo e… Leggi tutto: Illecito qualificare il titolo esecutivo impugnato come ‘spazzatura la cui sola lettura fa rabbrividire‘
- Le espressioni sconvenienti ed offensive assumono rilievo deontologico a prescindere dal contestoLe espressioni sconvenienti ed offensive (art. 52 cdfArt. 52 cdf – Divieto di uso di espressioni offensive o sconvenientiL’avvocato deve evitare espressioni offensive o sconvenienti negli scritti in giudizio e nell’esercizio dell’attività professionale nei confronti di colleghi, magistrati, controparti o terzi. La ritor…Leggi il testo completo →) assumono rilievo di per sé, indipendentemente dal contesto in cui sono utilizzate e dalla attendibilità dei fatti che ne costituiscono oggetto, essendo il relativo divieto previsto a difesa della dignità e del decoro della professione, che, anche in presenza di condotte criticabili o perfino illecite dei colleghi… Leggi tutto: Le espressioni sconvenienti ed offensive assumono rilievo deontologico a prescindere dal contesto
- La potenziale rilevanza deontologica dei contenuti pubblicati nei socialCostituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che pubblichi sulla propria pagina Facebook la diretta video delle operazioni di sgombero di un immobile a seguito di un’esecuzione forzata ai danni del proprio assistito, nel corso delle quali l’esecutato, salito sul tetto con una tanica di benzina e un accendino, proferisca offese e minacce nei confronti del… Leggi tutto: La potenziale rilevanza deontologica dei contenuti pubblicati nei social
- Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – LimitiAncorché il diritto di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario costituisca facoltà inalienabile del difensore, tale diritto deve essere sempre esercitato, in primo luogo, nelle modalità e con gli strumenti previsti dall’orientamento processuale e mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con… Leggi tutto: Rapporti con i magistrati – Espressioni sconvenienti ed offensive – Scriminante diritto di critica – Limiti
- I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziariIl diritto-dovere di critica nei confronti di qualsiasi provvedimento giudiziario mai può travalicare i limiti del rispetto della funzione giudicante, sia con riferimento alla persona del giudicante sia al suo operato e alla funzione esercitata, riconosciuta dall’ordinamento con norme di rango costituzionale nell’interesse pubblico, con pari dignità rispetto alla funzione della difesa. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: I limiti del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari
- L’incolpato non ha il diritto (assoluto) di porre qualsivoglia domanda all’esponente sentito quale testimoneL’incolpato può assistere all’audizione dell’esponente come teste e, prendendo la parola per ultimo, può difendersi e contraddire in ordine a tutto quanto affermato dall’esponente stesso, al quale tuttavia egli non ha il diritto insindacabile di rivolgere qualsivoglia domanda, la cui ammissibilità, infatti, è pur sempre soggetto al giudizio di rilevanza e pertinenza rimesso all’apprezzamento discrezionale… Leggi tutto: L’incolpato non ha il diritto (assoluto) di porre qualsivoglia domanda all’esponente sentito quale testimone
- Procedimento disciplinare: la generica necessità di occuparsi dei figli studenti fuori sede non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimentoAnche la sussistenza di problematiche familiari può giustificare il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimento. Tuttavia, non diversamente da impedimenti dovuti a motivi di salute, anche in tal caso l’incolpato ha l’onere di porre il proprio giudice nella condizione di poter scrutinare la sussistenza nel parametro della assolutezza dell’impedimento stesso, che non può ritenersi sussistente… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la generica necessità di occuparsi dei figli studenti fuori sede non dà diritto al rinvio dell’udienza per legittimo impedimento
- Le conseguenze del mancato invio del Modello 5Il mancato invio del Mod. 5 comporta un rilevante vulnus per il sistema previdenziale e assistenziale di Cassa Forense, perché non consente a quest’ultima di valutare il volume d’affari dei propri iscritti e conseguentemente di poter valutare gli introiti su cui potrà contare, al fine di predisporre ogni necessario adempimento, tra cui il bilancio, e… Leggi tutto: Le conseguenze del mancato invio del Modello 5
- Il COA di Busto Arsizio chiede di sapere se sia possibile iscrivere una società tra Avvocati quando l’avvocato sia uno solo mentre l’altro socio svolga una diversa professione. Secondo il COA rimettente, infatti, l’uso del plurale (“tra Avvocati”) lascia intendere che i soci avvocati debbano essere quanto meno due e non uno solo, al fine di evitare il rischio di trarre in inganno la clientela.Come noto, l’articolo 4-bis della legge professionale consente la costituzione di società “tra avvocati” alle quali partecipino, accanto a soci avvocati, anche soci non avvocati, purché restino rispettate le condizioni prescritte dalla medesima disposizione.Nel caso di specie, il problema sorgerebbe – ad avviso del COA rimettente – dal momento che, pur nel quadro di una… Leggi tutto: Il COA di Busto Arsizio chiede di sapere se sia possibile iscrivere una società tra Avvocati quando l’avvocato sia uno solo mentre l’altro socio svolga una diversa professione. Secondo il COA rimettente, infatti, l’uso del plurale (“tra Avvocati”) lascia intendere che i soci avvocati debbano essere quanto meno due e non uno solo, al fine di evitare il rischio di trarre in inganno la clientela.
- Il CDD di Napoli formula quesito in merito agli effetti delle dimissioni di un componente dalla carica. Chiede di sapere, in particolare, se le dimissioni, una volta pervenute e protocollate, siano revocabili, quale sia il momento di produzione dei loro effetti e se sia necessaria una presa d’atto formale da parte del Consiglio e se sia possibile reintegrare il componente in caso di revoca delle dimissioni prima della surroga. Chiede infine di conoscere “eventuali misure transitorie per garantire la continuità funzionale del CDD”.La risposta è resa nei termini seguenti.Sul punto, anzitutto, va richiamata la giurisprudenza domestica del CNF, secondo cui: “Le dimissioni da componente di un ente forense (nella specie, Consiglio dell’Ordine) costituiscono atto unilaterale e recettizio:unilaterale e dunque non bisognevoli di accettazione, in quanto nessuno dovrebbe essere costretto a rimanere nella titolarità di una carica contro… Leggi tutto: Il CDD di Napoli formula quesito in merito agli effetti delle dimissioni di un componente dalla carica. Chiede di sapere, in particolare, se le dimissioni, una volta pervenute e protocollate, siano revocabili, quale sia il momento di produzione dei loro effetti e se sia necessaria una presa d’atto formale da parte del Consiglio e se sia possibile reintegrare il componente in caso di revoca delle dimissioni prima della surroga. Chiede infine di conoscere “eventuali misure transitorie per garantire la continuità funzionale del CDD”.
- Il COA di Venezia chiede di sapere “se un professore di diritto canonico che ha esercitato per oltre un quinquennio presso una università dello Stato Città del Vaticano, possa essere iscritto all’albo ai sensi dell’art. 2, c. III lett. b L.P.”. In particolare, il COA rimettente chiede di sapere se la fattispecie di cui al quesito – specie in relazione all’equipollenza del titolo rilasciato dall’Università straniera di cui trattasi – consenta di superare il consolidato orientamento negativo del Consiglio nazionale in sede consultiva.Come correttamente ricordato dal COA rimettente, ai fini dell’iscrizione di cui all’articolo 2, comma 3, lettera b) della legge n. 247/12 è necessario aver insegnato materie giuridiche per un quinquennio presso università italiane. Pertanto, come ritenuto da ultimo nel parere n. 11/2021, deve ritenersi escluso l’insegnamento presso università straniere. Non vi sono ragioni per discostarsi… Leggi tutto: Il COA di Venezia chiede di sapere “se un professore di diritto canonico che ha esercitato per oltre un quinquennio presso una università dello Stato Città del Vaticano, possa essere iscritto all’albo ai sensi dell’art. 2, c. III lett. b L.P.”. In particolare, il COA rimettente chiede di sapere se la fattispecie di cui al quesito – specie in relazione all’equipollenza del titolo rilasciato dall’Università straniera di cui trattasi – consenta di superare il consolidato orientamento negativo del Consiglio nazionale in sede consultiva.
