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- Il COA di Siracusa chiede di sapere se sussista incompatibilità tra l’iscrizione nell’albo degli avvocati e l’iscrizione nell’albo degli ingegneri in relazione a un avvocato che – già iscritto all’ordine degli ingegneri – si sia iscritto nell’Albo degli avvocati a far data dal 1990.L’incompatibilità tra l’iscrizione all’Albo degli ingegneri e l’iscrizione nell’Albo degli avvocati è stata ribadita, da ultimo, nel parere n. 36/2025. D’altra parte, come ritenuto, tra gli altri, anche nel parere n. 68/2021:“Come espressamente previsto dall’articolo 18, lettera a) della legge n. 247/12 e ribadito da Cass., SS. UU., sent. n. 26996/2016 è consentita unicamente […]… Leggi tutto: Il COA di Siracusa chiede di sapere se sussista incompatibilità tra l’iscrizione nell’albo degli avvocati e l’iscrizione nell’albo degli ingegneri in relazione a un avvocato che – già iscritto all’ordine degli ingegneri – si sia iscritto nell’Albo degli avvocati a far data dal 1990.
- Procedimento disciplinare: il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”
- Trattenimento di somme spettanti al cliente: la rilevanza deontologica prescinde dalla sua eventuale liceità civile o penaleL’avvocato è tenuto a mettere immediatamente a disposizione della parte assistita le somme riscosse per conto di questa e di rendergliene conto (art. 31 cdf), a pena di illecito deontologico, che prescinde dalla sussistenza o meno di eventuali rilievi della condotta stessa dal punto di vista penalistico (appropriazione indebita) o civilistico (compensazione), posto che l’ordinamento… Leggi tutto: Trattenimento di somme spettanti al cliente: la rilevanza deontologica prescinde dalla sua eventuale liceità civile o penale
- L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanenteL’appropriazione sine titulo ovvero la mancata restituzione di somme di competenza altrui costituisce illecito deontologico permanente. Conseguentmenete, la decorrenza del termine prescrizionale ha inizio dalla data della cessazione della condotta, e precisamente allorché: 1) il professionista metta a disposizione del cliente la somma stessa, ovvero 2) sollecitato alla restituzione, la rifiuti affermando il proprio diritto… Leggi tutto: L’appropriazione indebita costituisce illecito deontologico permanente
- Appropriazione indebita delle somme spettanti al cliente e individuazione del dies a quo della prescrizione dell’illecito disciplinareNel caso di illecito permanente del professionista realizzato con l’omissione del rendiconto e con il trattenimento della somma consegnata dal cliente, il momento in cui cessa la permanenza dell’illecito coincide con quello dell’indebita appropriazione e cioè con il momento in cui il professionista nega il diritto del cliente sulla somma affermando il proprio diritto di… Leggi tutto: Appropriazione indebita delle somme spettanti al cliente e individuazione del dies a quo della prescrizione dell’illecito disciplinare
- Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commessoIn tema di rapporti tra giudizio penale e giudizio disciplinare, la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata nel primo ha efficacia di giudicato nel secondo quanto all’accertamento del fatto, alla sua eventuale illiceità penale ed all’affermazione che l’imputato lo ha commesso. Nel caso di proscioglimento in sede penale occorre invece distinguere: in deroga alla generale previsione… Leggi tutto: Irrilevante in sede disciplinare la sentenza penale di assoluzione che non sia di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso
- Reato continuato e prescrizione dell’azione disciplinareIl giudicato penale che abbia applicato la disciplina della continuazione, ex art. 81 cpv c.p., ravvisando il nesso del medesimo disegno criminoso tra i reati e, dunque, un unico reato continuato, non consente, ai fini della rilevanza deontologica delle condotte, di far decorrere il termine di prescrizione dalla data di consumazione di ogni singolo illecito… Leggi tutto: Reato continuato e prescrizione dell’azione disciplinare
- Censuratezza e dosimetria della sanzione deontologica: il CDD non ha l’obbligo di elencare in modo dettagliato i precedenti disciplinari dell’incolpatoNella dosimetria della sanzione deontologica il CDD deve tener conto dei precedenti disciplinari dell’incolpato (art. 21 co. 4 cdf), ma la mera enunciazione, senza l’espressa menzione, dei precedenti atti a determinare la condizione di censuratezza dell’incolpato non determina alcun vulnus per la difesa dello stesso che di detti precedenti ha, e comunque dovrebbe avere, piena… Leggi tutto: Censuratezza e dosimetria della sanzione deontologica: il CDD non ha l’obbligo di elencare in modo dettagliato i precedenti disciplinari dell’incolpato
- La rilevanza anche deontologica dei reati di resistenza a pubblico ufficiale ed oltraggioCostituisce illecito (anche) disciplinare il comportamento dell’avvocato che, in stato d’ebbrezza, dia in escandescenze e quindi insulti e minacci di morte gli agenti di forza pubblica intervenuti sul luogo del fatto (Nel caso di specie, l’avvocato era stato condannato in sede penale per i reati di resistenza a pubblico ufficiale ed oltraggio avendo rivolto ai… Leggi tutto: La rilevanza anche deontologica dei reati di resistenza a pubblico ufficiale ed oltraggio
- Inammissibile l’impugnazione al CNF proposta a mezzo difensore non cassazionista o privo di procura speciale (se non pure sottoscritto dal ricorrente munito di jus postulandi)Nel giudizio dinanzi al CNF (o alla Cassazione), l’incolpato può difendersi personalmente, purché iscritto nell’albo professionale ed in possesso dello ius postulandi, ovvero farsi assistere da altro avvocato, purché iscritto all’albo dei patrocinanti davanti alle Giurisdizioni Superiori e munito di mandato speciale, ovvero espressamente conferito per la fase di gravame in via autonoma e successiva… Leggi tutto: Inammissibile l’impugnazione al CNF proposta a mezzo difensore non cassazionista o privo di procura speciale (se non pure sottoscritto dal ricorrente munito di jus postulandi)
- Nemo tenetur se detegere: il diritto di difesa dell’incolpato comprende quello di rimanere in silenzio nonché di mentire sulle proprie responsabilitàIl dovere di “verità” e di “collaborazione” con le Istituzioni forensi ex art. 71 cdf (già art. 24 codice previgente) non preclude all’avvocato, sottoposto a procedimento o ad indagine disciplinare, il diritto di difendersi “tacendo” od anche “mentendo” sulle proprie responsabilità, ossia negando l’addebito mossogli anche col silenzio o rendendo dichiarazioni non vere, perché altrimenti… Leggi tutto: Nemo tenetur se detegere: il diritto di difesa dell’incolpato comprende quello di rimanere in silenzio nonché di mentire sulle proprie responsabilità
- Il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimentoIn applicazione dell’art. 420 ter cpp in combinato disposto con l’art. 59 lett. n) della L. n. 247/2012, l’assenza dell’incolpato o del suo difensore all’udienza dibattimentale comporta il necessario rinvio qualora sia comprovata l’assoluta impossibilità a comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, specifico e documentato ed avente carattere assoluto. In particolare,… Leggi tutto: Il rinvio dell’udienza disciplinare per legittimo impedimento
- Illecito disciplinare: la resipiscenza e il buon comportamento dell’incolpato successivo al fatto possono mitigare la sanzioneLa sanzione irrogata dal Consiglio territoriale ben può essere ridotta nella misura qualora l’incolpato ammetta le proprie responsabilità e dimostri consapevolezza del proprio errore, ove tale suo comportamento successivo al fatto indichi un riallineamento alla correttezza della condotta. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Rivellino), sentenza n. 364 del 1° dicembre 2025
- L’inadempimento al mandato professionale costituisce illecito deontologico di carattere permanenteIn tema di prescrizione, occorre distinguere tra le violazioni deontologiche aventi carattere istantaneo da quelle che si concretizzano in una condotta protratta nel tempo, poiché per le prime il dies a quo del termine prescrizionale è rappresentato dalla commissione del fatto, mentre per le seconde esso va individuato nella data di cessazione della condotta medesima… Leggi tutto: L’inadempimento al mandato professionale costituisce illecito deontologico di carattere permanente
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle proveIl principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare, sicché il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte. Non è pertanto censurabile, né può determinare la nullità della decisione, la mancata audizione dei testi indicati ovvero la mancata acquisizione di documenti, quando risulti che il… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove