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- L’illecito di cui all’art. 41 cdf ha natura istantaneaLa violazione dell’art. 41 cdfArt. 41 cdf – Rapporti con parte assistita da collegaL’avvocato non deve mettersi in contatto diretto con la controparte che sappia assistita da altro collega. L’avvocato, in ogni stato del procedimento e in ogni grado del giudizio, può avere contatti c…Leggi il testo completo → (secondo cui l’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti) è un illecito di natura istantanea che si perfeziona con il mero contatto diretto, a prescindere dal contenuto… Leggi tutto: L’illecito di cui all’art. 41 cdf ha natura istantanea
- La ratio dell’art. 41 codice deontologicoLa ratio dell’art. 41 cdf (secondo cui l’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti) è quella di garantire un confronto leale e corretto tra professionisti, evitando che la parte, considerata soggetto “debole”… Leggi tutto: La ratio dell’art. 41 codice deontologico
- Produzione di corrispondenza riservata: l’assenza di danno non costituisce “scriminante” dell’illecito disciplinareL’illecito disciplinare si configura indipendentemente dalla produzione e dall’entità del danno subìto dal cliente a seguito della condotta illecita posto che il fine del procedimento disciplinare è quello di salvaguardare il decoro e la dignità dell’intera classe forense mediante la repressione di ogni condotta che sia contraria ai doveri imposti dalla legge (Nel caso di… Leggi tutto: Produzione di corrispondenza riservata: l’assenza di danno non costituisce “scriminante” dell’illecito disciplinare
- Illecito disciplinare: l’applicazione della sanzione edittale prevista dal codice deontologico non necessita di particolare motivazioneL’applicazione della sanzione edittale per la violazione disciplinare accertata non richiede approfondita motivazione sui criteri seguiti per la relativa individuazione, giacché sarebbe necessario motivare esclusivamente il suo aggravamento o la sua diminuzione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Palma), sentenza n. 102 del 26 marzo 2026
- La ratio del divieto di produrre la corrispondenza “riservata” scambiata con il collegaLa ratio dell’art. 48 cdfArt. 48 cdf – Divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collegaL’avvocato non deve produrre, riportare in atti processuali o riferire in giudizio la corrispondenza intercorsa esclusivamente tra colleghi qualificata come riservata, nonché quella contenente propost…Leggi il testo completo → (dal 2024 ancor più specificata) ha come finalità la libertà di espressione tra colleghi, tutelando la riservatezza del mittente e la credibilità del destinatario. Infatti, mira a salvaguardare il corretto svolgimento dell’attività professionale, con il fine di non consentire che leali rapporti tra colleghi possano dar luogo a conseguenze negative… Leggi tutto: La ratio del divieto di produrre la corrispondenza “riservata” scambiata con il collega
- Il trasferimento dell’incolpato nel corso del procedimento disciplinare non incide sulla competenza del CDDL’eventuale trasferimento del segnalato o incolpato presso altro Distretto non incide sul procedimento disciplinare in corso, che rimane radicato ove originariamente instaurato, in base al principio della perpetuatio jurisdictionis, secondo cui eventuali modificazioni dello stato esistente al momento dell’avvio del procedimento non determinano spostamenti della giurisdizione o della competenza in capo ad altro giudice. Consiglio… Leggi tutto: Il trasferimento dell’incolpato nel corso del procedimento disciplinare non incide sulla competenza del CDD
- Procedimento disciplinare: competenza territoriale e criterio della prevenzioneLa competenza a procedere disciplinarmente è attribuita al CDD del distretto ove il professionista è iscritto, o a quello del distretto nel quale è avvenuto il fatto per cui si procede, fermo in ogni caso il principio della prevenzione con riguardo al momento dell’iscrizione della notizia nel registro riservato (art. 51 L. n. 247/2012, art.… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: competenza territoriale e criterio della prevenzione
- La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle proveIl principio del libero convincimento opera anche in sede disciplinare, sicché il Giudice della deontologia ha ampio potere discrezionale nel valutare ammissibilità, rilevanza e conferenza delle prove dedotte. Non è pertanto censurabile, né può determinare la nullità della decisione, la mancata audizione dei testi indicati ovvero la mancata acquisizione di documenti, quando risulti che il… Leggi tutto: La discrezionalità del Giudice disciplinare nel valutare la rilevanza delle prove
- Divieto di reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territorialeIl parziale accoglimento dell’impugnazione (nella specie, per prescrizione di uno degli illeciti contestati) non impone sic et simpliciter una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale, giacché questa è determinata non già per effetto di un mero computo matematico né in base ai principi codicistici in tema di concorso di reati, ma in ragione… Leggi tutto: Divieto di reformatio in pejus: il parziale accoglimento dell’impugnazione NON impone una corrispondente riduzione della sanzione irrogata dal Consiglio territoriale
- La depressione grave non scrimina l’illecito disciplinare, ma impone anzi la rinuncia al mandatoUn problema di salute o personale può aver rilievo solo nell’ottica di mitigare il trattamento sanzionatorio e non già per scriminare l’eventuale illecito che sia stato posto in essere, men che meno allorché gli illeciti siano numerosi e gravi, ovvero seriali, sistematici e ripetuti secondo un modulo comportamentale che arreca un danno enorme al prestigio… Leggi tutto: La depressione grave non scrimina l’illecito disciplinare, ma impone anzi la rinuncia al mandato
- È perpetuo il divieto di assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiariL’art. 68 co. 4 cdfArt. 68 cdf – Assunzione di incarichi contro una parte già assistitaL’avvocato può assumere un incarico professionale contro una parte già assistita solo quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale. L’avvocato non deve assumere u…Leggi il testo completo → vieta -senza limiti temporali- al professionista, che abbia congiuntamente assistito i coniugi o i conviventi more uxorio in controversie familiari, di assumere successivamente il mandato per la rappresentanza di uno di essi contro l’altro. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Cancellario), sentenza n. 100 del 26 marzo 2026
- Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente vale anche nella procedura di mediazioneIl divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente (art. 68 cdf), prescinde dalla natura giudiziale o stragiudiziale dell’attività prestata contro o a favore di quest’ultimo, giacché è sufficiente una prestazione professionale nella più ampia definizione di assistenza, così come è irrilevante il motivo per il quale la dismissione del mandato sia avvenuta, ossia per… Leggi tutto: Il divieto di assumere l’incarico nei confronti dell’ex cliente vale anche nella procedura di mediazione
- I limiti all’assunzione di incarichi contro una parte già assistita sono conformi a CostituzioneLe norme deontologiche, pur essendo fonte subordinata, costituiscono legittima espressione dell’autonomia dell’ordinamento professionale e sono volte a tutelare interessi di rango primario, quali l’affidamento della collettività nella funzione dell’avvocato e la dignità della professione, valori che trovano anch’essi copertura costituzionale. Conseguentemente, le limitazioni alla libertà di scelta del difensore e al diritto al lavoro poste… Leggi tutto: I limiti all’assunzione di incarichi contro una parte già assistita sono conformi a Costituzione
- Vietato assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiariL’art. 68 cdf vieta al professionista, che abbia congiuntamente assistito i coniugi o i conviventi more uxorio in controversie familiari, di assumere successivamente il mandato per la rappresentanza di uno di essi contro l’altro. Tale previsione costituisce una forma di tutela anticipata al mero pericolo derivante anche dalla sola teorica possibilità di conflitto d’interessi, non… Leggi tutto: Vietato assistere un coniuge o convivente contro l’altro, dopo averli assistiti entrambi in controversie familiari
- Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanenteL’omesso invio del Mod. 5 a Cassa forense costituisce condotta illecita di natura permanente, sicché il dies a quo prescrizionale inizia a decorrere dalla data in cui cessa la condotta omissiva e cioè dalla data in cui l’avvocato provvede ad inviare la prevista dichiarazione. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Arnau), sentenza n. 99… Leggi tutto: Il mancato invio del Mod. 5 costituisce illecito deontologico permanente
