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- SANZIONI DISCIPLINARI – Tassatività dei comportamenti vietati – Esclusione – Art. 9 del codice deontologico – Norma di chiusura – Configurabilità – Conseguenze – Fattispecie.Nella materia disciplinare forense non trova applicazione il principio di stretta tipicità dell’illecito, proprio del diritto penale, per cui non è prevista una tassativa elencazione dei comportamenti vietati, ma solo l’enunciazione dei doveri fondamentali, tra cui segnatamente quelli di probità, dignità, decoro, lealtà e correttezza di cui all’art. 9 del nuovo codice deontologico forense che,… Leggi tutto: SANZIONI DISCIPLINARI – Tassatività dei comportamenti vietati – Esclusione – Art. 9 del codice deontologico – Norma di chiusura – Configurabilità – Conseguenze – Fattispecie.
- AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE – Decorrenza – Illecito permanente – Permanenza indefinitamente protratta – Individuazione – Decisione disciplinare di primo grado – Sussistenza – Ragioni.In tema di illecito disciplinare dell’avvocato, nell’ipotesi di illecito permanente in cui la permanenza si protragga indefinitamente, il termine prescrizionale massimo, di cui all’art. 56, comma 3, della l. n. 247 del 2012, decorre dall’intervento della decisione disciplinare di primo grado, al fine di evitare una irragionevole, e non prevista dalla legge, imprescrittibilità dell’azione disciplinare.… Leggi tutto: AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE – Decorrenza – Illecito permanente – Permanenza indefinitamente protratta – Individuazione – Decisione disciplinare di primo grado – Sussistenza – Ragioni.
- Incompatibilità tra impiego pubblico e professione di avvocato – Fondamento – Presupposti – Iscrizione all’albo – Sufficienza – Esercizio effettivo della professione – Necessità – Esclusione – Fattispecie.L’incompatibilità tra impiego pubblico ed esercizio della professione forense, prevista dalla l. n. 339 del 2003, è diretta a tutelare interessi di rango costituzionale quali l’imparzialità e il buon andamento della P.A. (art. 97 Cost.) nonché l’indipendenza della professione forense (art. 24 Cost.), e si verifica in virtù della mera iscrizione all’albo, non presupponendo l’esercizio… Leggi tutto: Incompatibilità tra impiego pubblico e professione di avvocato – Fondamento – Presupposti – Iscrizione all’albo – Sufficienza – Esercizio effettivo della professione – Necessità – Esclusione – Fattispecie.
- AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE Illecito disciplinare degli avvocati – Prescrizione dell’azione ex art. 56 della l. n. 247 del 2012 applicabile ratione temporis – Questione posta nella memoria ex art. 378 c.p.c. – Tardività – Esclusione – Fondamento.In tema di illecito disciplinare degli avvocati, la questione relativa alla prescrizione dell’azione ex art. 56 della l. n. 247 del 2012, applicabile ratione temporis, posta dal ricorrente nella memoria ex art. 378 c.p.c., non è tardiva, in quanto rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo, qualora non comporti indagini fattuali che sarebbero… Leggi tutto: AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE Illecito disciplinare degli avvocati – Prescrizione dell’azione ex art. 56 della l. n. 247 del 2012 applicabile ratione temporis – Questione posta nella memoria ex art. 378 c.p.c. – Tardività – Esclusione – Fondamento.
- AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE – Regime più favorevole introdotto dall’art. 56 l. n. 247 del 2012 – Illeciti disciplinari commessi prima della sua entrata in vigore – Applicabilità – Esclusione – Fondamento – Fattispecie.In tema di illecito disciplinare degli avvocati, il regime più favorevole di prescrizione introdotto dall’art. 56 della l. n. 247 del 2012, il quale prevede un termine massimo di prescrizione dell’azione disciplinare di sette anni e sei mesi, non trova applicazione con riguardo agli illeciti commessi prima della sua entrata in vigore; ciò in quanto… Leggi tutto: AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE – Regime più favorevole introdotto dall’art. 56 l. n. 247 del 2012 – Illeciti disciplinari commessi prima della sua entrata in vigore – Applicabilità – Esclusione – Fondamento – Fattispecie.
- Cancellazione dall’albo degli avvocati – Ricorso al Consiglio Nazionale Forense – Oneri di trasmissione documentale del COA – Contenuto e finalità – RAC della notifica della delibera impugnata da parte del COA depositata unitamente al ricorso – Inclusione – Necessità.In tema di ricorso al Consiglio Nazionale Forense avverso il provvedimento di cancellazione d’ufficio dall’albo degli avvocati, l’art. 59 del r.d. n. 37 del 1934 pone a carico del COA che ha adottato l’atto impugnato – stante la centralità della sua posizione nell’avvio del giudizio di impugnazione – precisi oneri di trasmissione documentale, funzionali ad… Leggi tutto: Cancellazione dall’albo degli avvocati – Ricorso al Consiglio Nazionale Forense – Oneri di trasmissione documentale del COA – Contenuto e finalità – RAC della notifica della delibera impugnata da parte del COA depositata unitamente al ricorso – Inclusione – Necessità.
- CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE – Decisioni in materia disciplinare – Sindacato delle Sezioni Unite sulle valutazioni del giudice disciplinare – Limiti – Fondamento.Nei procedimenti disciplinari a carico di avvocati, l’accertamento del fatto, l’apprezzamento della sua rilevanza rispetto all’incolpazione, la scelta della sanzione irrogata e la valutazione della sua adeguatezza, così come, in generale, quella delle risultanze processuali, non sono sindacabili in sede di legittimità, se non nei limiti della valutazione di ragionevolezza, in quanto le decisioni del… Leggi tutto: CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE – Decisioni in materia disciplinare – Sindacato delle Sezioni Unite sulle valutazioni del giudice disciplinare – Limiti – Fondamento.
- Ricorso al Consiglio Nazionale Forense – Onere di corredare il ricorso di copia del provvedimento impugnato – Natura e funzione – Inosservanza – Improcedibilità automatica – Esclusione – Condizioni – Fattispecie.In tema di ricorso disciplinare innanzi al Consiglio Nazionale Forense, l’onere di corredare il ricorso della copia della decisione disciplinare impugnata è funzionale all’individuazione dell’atto oggetto di impugnazione sin dall’instaurazione del procedimento, con la conseguenza che la mancata allegazione, pur integrando la violazione di un onere imposto dall’art. 59 del r.d. n. 37 del 1934,… Leggi tutto: Ricorso al Consiglio Nazionale Forense – Onere di corredare il ricorso di copia del provvedimento impugnato – Natura e funzione – Inosservanza – Improcedibilità automatica – Esclusione – Condizioni – Fattispecie.
- Inadempimento al mandato professionale: l’assenza di danno non costituisce “scriminante” dell’illecito disciplinareL’illecito disciplinare si configura indipendentemente dalla produzione e dall’entità del danno subìto dal cliente a seguito della condotta illecita posto che il fine del procedimento disciplinare è quello di salvaguardare il decoro e la dignità dell’intera classe forense mediante la repressione di ogni condotta che sia contraria ai doveri imposti dalla legge. Consiglio Nazionale Forense… Leggi tutto: Inadempimento al mandato professionale: l’assenza di danno non costituisce “scriminante” dell’illecito disciplinare
- La malattia dell’incolpato non scrimina l’illecito ma può attenuare la sanzioneSebbene le condizioni di salute psicofisica dell’incolpato non costituiscano, di per sè sole, una scriminante per l’illecito deontologico (per il quale è infatti sufficiente la volontarietà dell’azione), pur tuttavia ben possono incidere -mitigandola- sulla relativa sanzione disciplinare. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Corona, rel. Angelini), sentenza n. 270 del 16 giugno 2026
- Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebitoL’attività istruttoria espletata dal consiglio territoriale deve ritenersi correttamente motivata allorquando la valutazione disciplinare sia avvenuta non già solo esclusivamente sulla base delle dichiarazioni dell’esponente o di altro soggetto portatore di un interesse personale nella vicenda, ma altresì dall’analisi delle risultanze documentali acquisite agli atti, che rappresentano certamente il criterio logico-giuridico inequivocabilmente a favore della… Leggi tutto: Le sole (e mere) dichiarazioni dell’esponente non bastano a ritenere provato l’addebito
- Procedimento disciplinare: il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”Il procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: il principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”
- Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria di messaggi sms e WhatsappI messaggi ‘whatsapp’ e gli sms conservati nella memoria di un telefono cellulare hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 cod. proc. pen., sicché è legittima la loro acquisizione mediante mera riproduzione fotografica, non trovando applicazione né la disciplina delle intercettazioni, né quella relativa all’acquisizione di corrispondenza di cui all’art. 254 cod. proc. pen.,… Leggi tutto: Procedimento disciplinare: la rilevanza probatoria di messaggi sms e Whatsapp
- La responsabilità deontologica può provarsi anche mediante i messaggi WhatsappLa responsabilità disciplinare dell’incolpato ben può essere provata anche tramite i messaggi scambiati su whatsapp, che hanno valore probatorio anche nel caso in cui vengano contestati dalla parte nei confronti della quale sono prodotti, anche alla luce del principio del libero convincimento del giudice, che ha ampio potere discrezionale nel valutare la conferenza e la… Leggi tutto: La responsabilità deontologica può provarsi anche mediante i messaggi Whatsapp
- Il concetto di “estraneità” dell’incarico professionale contro una parte già assistitaNel quadro delle disposizioni dirette a tutelare, nell’esercizio dell’attività professionale, i valori della correttezza e della lealtà nei rapporti con i terzi, l’art. 68, comma 2, CDF (secondo cui “l’avvocato non deve assumere un incarico professionale contro una parte già assistita quando l’oggetto del nuovo incarico non sia estraneo a quello espletato in precedenza”) eleva… Leggi tutto: Il concetto di “estraneità” dell’incarico professionale contro una parte già assistita
