In evidenza
Contenuti recenti
- Favor rei: l’incolpato deve essere assolto quando non è raggiunta la prova certa della sua colpevolezzaIl procedimento disciplinare è governato dal principio del favor per l’incolpato, che è stato mutuato dai principi di garanzia che il processo penale riserva all’imputato, per cui la sanzione disciplinare può essere irrogata, all’esito del relativo procedimento, solo quando sussista prova sufficiente dei fatti contrastanti la regola deontologica addebitati all’incolpato, dovendosi per converso assolversi in… Leggi tutto: Favor rei: l’incolpato deve essere assolto quando non è raggiunta la prova certa della sua colpevolezza
- Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di una falsa notifica costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)La formazione e l’uso di un falso atto giudiziario sono comportamenti suscettibili di produrre effetti illecitamente pregiudizievoli che, ai fini dell’individuazione del dies a quo prescrizionale, si protraggono nel tempo. In sede deontologica, pertanto, la condotta costituisce illecito permanente, sebbene penalisticamente integri un reato istantaneo in quanto la sua consumazione si esaurisce con l’uso, mentre… Leggi tutto: Prescrizione dell’azione disciplinare: la formazione e l’uso di una falsa notifica costituisce illecito deontologico permanente (ancorché, penalisticamente, sia un reato istantaneo)
- L’uso consapevole di documenti falsiIntegra condotta disciplinarmente rilevante anche l’utilizzazione di documenti apocrifi da parte dell’avvocato che pure non sia stato autore materiale del falso stesso(1). In tal caso, tuttavia, l’illiceità della condotta presuppone la consapevolezza della falsità (art. 50 cdf), con onere della relativa prova -che può essere data anche per presunzioni- a carico del giudice della deontologia,… Leggi tutto: L’uso consapevole di documenti falsi
- I “precedenti disciplinari” sono esclusivamente le condanne divenute definitiveIn ossequio al principio costituzionale della c.d. presunzione di innocenza (art. 27 Cost.), per “precedenti disciplinari” di cui all’art. 21 co. 4 cdf devono intendersi le decisioni di condanna in sede disciplinare divenute definitive. Consiglio Nazionale Forense (pres. Greco, rel. Stefanì), sentenza n. 256 del 15 settembre 2025 NOTAIn senso conforme, da ultimo, CNF n.… Leggi tutto: I “precedenti disciplinari” sono esclusivamente le condanne divenute definitive
- Il principio di non contestazione non si applica al procedimento disciplinareL’art. 115 cpc non si applica al procedimento disciplinare, atteso che la responsabilità dell’incolpato non consegue dalla sua mancata e specifica contestazione, bensì dall’esaustiva prova della circostanza stessa, la quale tuttavia ben può essere data anche attraverso indizi ovvero circostanze gravi, precise e concordanti, che l’incolpato stesso ha pertanto l’onere di superare offrendo prova contraria.… Leggi tutto: Il principio di non contestazione non si applica al procedimento disciplinare
- La sentenza penale di prescrizione del reato non impone il proscioglimento dell’incolpato in sede disciplinareLa sentenza penale di condanna divenuta definitiva, ex art. 653 c.p.p., ha efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare quanto all’accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso (pur restando di competenza del giudice disciplinare verificare se il comportamento accertato sia deontologicamente sanzionabile). Priva di corrispondenti effetti è,… Leggi tutto: La sentenza penale di prescrizione del reato non impone il proscioglimento dell’incolpato in sede disciplinare
- L’erronea imputazione di somme a spese esenti anziché imponibili ivaL’erronea imputazione a spese esenti anziché ad imponibile iva di somme incassate dall’avvocato costituisce fatturazione irregolare e può quindi integrare illecito disciplinare (artt. 16 e 29 cdf), che tuttavia appare assumere i connotati della levità e della scusabilità tale da giustificare, a norma dell’art. 52 co. 1 L. n. 247/2012, l’applicazione del richiamo verbale il… Leggi tutto: L’erronea imputazione di somme a spese esenti anziché imponibili iva
- In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinareIl procedimento disciplinare è di natura accusatoria, sicché va accolto il ricorso avverso la decisione del Consiglio territoriale allorquando la prova della violazione deontologica non si possa ritenere sufficientemente raggiunta, per mancanza di prove certe o per contraddittorietà delle stesse, giacché l’insufficienza di prova su un fatto induce a ritenere fondato un ragionevole dubbio sulla… Leggi tutto: In dubio pro reo: il principio di presunzione di non colpevolezza vale anche in sede disciplinare
- L’oggetto dell’obbligo di restituzione della documentazione al clienteLa documentazione che il legale è tenuto a restituire (art. 33 cdf), comprende tutto quanto può interessare la parte assistita per la prosecuzione del giudizio o per eventuali future necessità ivi inclusi atti, documenti e fascicoli. In particolare, ai fini della sussistenza di tale obbligo, è irrilevante che la documentazione sia costituita da originali o… Leggi tutto: L’oggetto dell’obbligo di restituzione della documentazione al cliente
- Le caratteristiche dell’informazione al clienteAi sensi dell’art. 27 cdf, l’informazione deve essere chiara, completa, tempestiva e veritiera, giacché il rapporto che lega l’avvocato al suo cliente non può tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia” (art. 11 cdf), a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f.… Leggi tutto: Le caratteristiche dell’informazione al cliente
- La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinareL’azione disciplinare non rientra nella disponibilità delle parti, sicché la rinuncia all’esposto ovvero la remissione della querela per i fatti oggetto di procedimento disciplinare, così come l’eventuale dichiarazione degli interessati di essere pervenuti ad una risoluzione bonaria della controversia non implica l’estinzione del procedimento, giacché l’azione disciplinare è officiosa e non negoziabile, in quanto volta… Leggi tutto: La rinuncia all’esposto e la remissione della querela non determinano l’estinzione del procedimento disciplinare
- Baruffa post partita: l’avvocato ha il dovere di comportarsi, anche nella dimensione privata, con dignità e decoroL’avvocato ha il dovere di comportarsi, in ogni situazione (quindi anche nella dimensione privata e non propriamente nell’espletamento dell’attività forense), con la dignità e con il decoro imposti dalla funzione che l’avvocatura svolge nella giurisdizione (art. 9 cdf) e deve in ogni caso astenersi da comportamenti, che siano anche solo verbalmente aggressivi e violenti. La… Leggi tutto: Baruffa post partita: l’avvocato ha il dovere di comportarsi, anche nella dimensione privata, con dignità e decoro
- Il richiamo verbale presuppone l’accertamento di un illecito deontologico e ha carattere afflittivoL’applicazione del richiamo verbale, sebbene non abbia carattere di sanzione disciplinare (art. 22 cdf), presuppone per la sua irrogazione l’accertamento di un illecito deontologico (anche se lieve e scusabile) e costituisce comunque provvedimento afflittivo. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Napoli, rel. Secchi Tarugi), sentenza n. 252 del 15 settembre 2025
- Divieto di patto di quota lite: l’illecito si cristallizza con la richiesta di adempimentoLa violazione del divieto di patto di quota lite (art. 25 co. 2 cdf e art. 13 co. 4 L. n. 247/2012) costituisce illecito permanente, il cui dies a quo prescrizionale va individuato nel momento in cui è chiesto l’adempimento del patto stesso, che cristallizza l’illecito quand’anche il patto fosse stato stipulato nel c.d. “periodo… Leggi tutto: Divieto di patto di quota lite: l’illecito si cristallizza con la richiesta di adempimento
- L’obbligo di consegnare al cliente le somme di sue spettanza non presuppone una richiesta né viene meno in caso di (asserita) irreperibilità del cliente stessoLa violazione dell’art. 30 co. 2 cdf (secondo cui “L’avvocato non deve trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme ricevute per conto della parte assistita, senza il consenso di quest’ultima”) non presuppone una richiesta di consegna da parte del cliente e non è scriminata dall’asserita irreperibilità del cliente stesso allorché l’avvocato non dimostri di… Leggi tutto: L’obbligo di consegnare al cliente le somme di sue spettanza non presuppone una richiesta né viene meno in caso di (asserita) irreperibilità del cliente stesso