Ai magistrati onorari non spetta l’iscrizione di diritto all’albo forense

I casi in cui è possibile l’iscrizione di diritto all’Albo degli avvocati sulla base del mero decorso dell’arco temporale stabilito dalla legge per i magistrati professionali sono eccezionali e insuscettibili di estensione analogica all’ipotesi dei magistrati onorari, che non sono infatti equiparabili ai “magistrati dell’ordine giudiziario” contemplati negli artt. 26, comma primo, lett. b), e 30, lett. f), del R.D.L. n. 1578 del 1933 ora art. 2 co. 3 L. n. 247/2012 (Nella specie, trattavasi di GOT).

Consiglio Nazionale Forense (pres. Mascherin, rel. Picchioni), sentenza del 27 luglio 2016, n. 248

NOTA:
In senso conforme, tra le altre, Cassazione Civile (pres. Vessia, rel. Nicastro), SS.UU, sentenza del 2 giugno 1997, n. 4905, nonché Cassazione Civile (pres. Preden, rel. San Giorgio), SS.UU, sentenza dell’8 agosto 2011, n. 17068 che ha confermato Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Sica), sentenza del 16 marzo 2010, n. 1 (trattavasi di componente di commissione tributaria), Cassazione Civile (pres. Vittoria, rel. Balletti), SS.UU, sentenza del 4 aprile 2008, n. 8737 (trattavasi di Giudice di Pace), Cassazione Civile (pres. La Farina, rel. Bile), SS.UU, sentenza del 17 giugno 1981, n. 3946 (trattavasi di magistrato militare).
In arg. cfr. pure Consiglio Nazionale Forense (rel. Florio), parere del 21 luglio 2010, n. 46, Consiglio Nazionale Forense (rel. Allorio), parere del 25 giugno 2009, n. 25, Consiglio Nazionale Forense (rel. Florio), parere del 9 luglio 2008, n. 33, Consiglio Nazionale Forense (rel. Petiziol), parere del 9 maggio 2007, n. 14.

Ai magistrati militari a riposo spetta l’iscrizione di diritto all’albo forense

Ai sensi degli artt 26 lettera b) e 30 lettera a) e b) del rdl 27 novembre 1933 n 1578 sull’ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore (convertito nella legge 22 gennaio 1934 n 36), rispetto alle cui norme la corte costituzionale, con sentenza n 174 del 22 dicembre 1980, ha escluso un contrasto con l’art 33 quinto comma della costituzione circa l’obbligo dell’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio professionale, i magistrati militari, nel concorso dei requisiti prescritti dalle norme medesime, hanno diritto di essere iscritti negli albi professionali forensi, senza necessita del preventivo superamento del suddetto esame di stato.

Cassazione Civile, sentenza del 17 giugno 1981, n. 03946, sez. U- Pres. LA FARINA C- Rel. BILE F- P.M. SAJA F (CONF)

Al componente della Commissione Tributaria non spetta l’iscrizione di diritto all’albo forense

In tema di ordinamento della professione forense, l’esercizio delle funzioni di componente delle commissioni tributarie non è equiparabile a quello di magistrato inquadrato nell’ordine giudiziario e, di conseguenza, non può consentire l’iscrizione di diritto del giudice tributario nell’albo degli avvocati sulla base del mero decorso dell’arco temporale stabilito dalla legge (artt. 26 e 30 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, convertito nella legge 22 gennaio 1934, n. 36) per i magistrati professionali. (Rigetta, Cons. Naz. Forense Roma, 16/03/2010)

Cassazione Civile, sez. Unite, 08 agosto 2011, n. 17068- Pres. PREDEN Roberto- Est. SAN GIORGIO Maria Rosaria- P.M. CICCOLO Pasquale Paolo Maria

Al VPO non spetta l’iscrizione di diritto all’albo forense

L’esercizio delle funzioni di vice procuratore onorario non è equiparabile a quello di magistrato inquadrato nell’ordine giudiziario e, di conseguenza, non può consentire l’iscrizione di diritto nell’albo degli avvocati, sulla base del mero decorso dell’arco temporale stabilito dalla legge per i magistrati professionali, di chi abbia svolto tali funzioni. (Rigetta, Cons. Naz. Forense Roma, 30/12/2009)

Cassazione Civile, sez. Unite, 29 marzo 2011, n. 7099- Pres. VITTORIA Paolo- Est. FORTE Fabrizio- P.M. IANNELLI Domenico

Ai magistrati onorari non spetta l’iscrizione di diritto all’albo forense

Ai fini dell’iscrizione all’Albo dei procuratori legali, i magistrati onorari ed, in particolare, il conciliatore, non sono equiparabili ai “magistrati dell’ordine giudiziario” contemplati negli artt. 26, comma primo, lett. b), e 30, lett. f), del R.D.L. n. 1578 del 1933.

Cassazione Civile, sentenza del 02 giugno 1997, n. 04905, sez. U- Pres. Vessia A- Rel. Nicastro G- P.M. Leo A (Conf.)

I limiti all’esercizio della professione forense da parte di un ex magistrato

Il divieto, posto dall’art. 26, terzo comma, del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 a coloro che siano stati magistrati dell’ordine giudiziario, di svolgere la professione di procuratore davanti alla stessa autorità giudiziaria presso la quale abbiano esercitato negli ultimi tre anni le loro funzioni, se non sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione delle stesse, risponde all’esigenza di frapporre un intervallo temporale tra l’attività di magistrato e quella avvocato, al fine di evitare anche il semplice sospetto di utilizzazione nella seconda di notizie e rapporti personali inerenti alla prima: esso, riferendosi alla professione di procuratore (ora di avvocato, a seguito della soppressione dell’albo dei procuratori da parte della legge 24 febbraio 1997, n. 27) intesa come complessiva attività giudiziale che presuppone l’iscrizione nell’albo, non consente di distinguere a seconda che il singolo atto sia o meno compiuto in base a mandato rappresentativo, né a seconda che si tratti di attività civile o penale, configurandosi entrambe come esercizio della professione forense. Il requisito dell’identità dell’ufficio sussiste poi, nei confronti del magistrato che abbia svolto funzioni di procuratore della Repubblica presso la pretura, anche in riferimento all’esercizio della professione forense nell’ambito di indagini affidate alla procura della Repubblica presso il tribunale alla quale siano state trasferite le relative funzioni, dal momento che la soppressione dell’ufficio del P.M. presso la pretura circondariale, disposta dall’art. 2 del d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, ne ha comportato l’incorporazione in quello del P.M. presso il tribunale, con il trasferimento, unitamente alle funzioni, delle connesse situazioni d’incompatibilità. Né il divieto in questione contrasta con l’art. 24 Cost., in quanto la facoltà di scegliere il difensore di fiducia, insita nel diritto di difesa, non può che essere esercitata nell’ambito dei soggetti che l’ordinamento, con criteri predeterminati e ragionevoli, considera abilitati al predetto incarico, proprio a tutela di quel diritto. (Rigetta, Cons. Naz. Forense Roma, 16 Dicembre 2004)

Cassazione Civile, sez. Unite, 16 ottobre 2006, n. 22218- Pres. CARBONE Vincenzo- Est. GRAZIADEI Giulio

Ai Giudici di Pace non spetta l’iscrizione di diritto nell’albo degli avvocati

L’esercizio delle funzioni di giudice di pace non è equiparabile a quello di magistrato inquadrato nell’ordine giudiziario e, di conseguenza, non può consentire l’iscrizione di diritto del giudice di pace nell’albo degli avvocati sulla base del mero decorso dell’arco temporale stabilito dalla legge per i magistrati professionali. (Rigetta, Cons. Naz. Forense Roma, 21 Novembre 2006)

Cassazione Civile, sez. Unite, 04 aprile 2008, n. 8737- Pres. VITTORIA Paolo- Est. BALLETTI Bruno- P.M. CENICCOLA Raffaele

I litisconsorti necessari nel ricorso in Cassazione contro le sentenze del CNF

Nel giudizio di impugnazione dinanzi alla Corte di cassazione della decisione del Consiglio Nazionale Forense, emessa a seguito di ricorso avverso il diniego di iscrizione all’albo professionale di un magistrato onorario ai sensi dell’art. 26 lettera e) del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578, sono contraddittori necessari, alla luce del disposto dell’art. 56, comma primo, del medesimo decreto, oltre all’interessato e al P.M. presso la corte d’appello e il tribunale della circoscrizione alla quale l’interessato appartiene, anche il Consiglio dell’ordine locale che ha emesso il provvedimento poi impugnato, mentre tale qualifica non spetta nè al P.M. presso la Corte di cassazione – che è parte del procedimento nelle diverse ipotesi, non ricorrenti nella specie, di cui al secondo comma dello stesso art. 56 – nè al Consiglio Nazionale Forense, trattandosi dell’organo giurisdizionale che ha pronunciato la decisione impugnata davanti alla Corte. Ove l’impugnazione dell’interessato sia stata ritualmente notificata al P.M. presso la corte territoriale e il tribunale competente, deve quindi disporsi l’integrazione del contraddittorio unicamente nei confronti del consiglio dell’ordine locale.

Cassazione Civile, sez. U, Ordinanza del 21 ottobre 2005, n. 20347- Pres. Ianniruberto G- Rel. Sabatini F- P.M. Martone A (Diff.)

Si chiede (da parte del COA di Genova) di sapere, nel caso di iscritto all’albo degli avvocati già magistrato ed ora pensionato, se lo stesso possa esercitare “fin da subito” le professione forense avanti la Corte di Cassazione, nonostante questi abbia ricoperto, fino a tempi recenti, la carica di presidente di sezione presso la Suprema Corte.

La Commissione, dopo ampia discussione, delibera il seguente parere:

“Ritiene la Commissione, in ciò supportata da conforme decisione della Corte regolatrice (Cass., 21 aprile 2000, n. 5268) che il divieto di esercizio professionale davanti all’autorità giudiziaria presso la quale abbiano esercitato negli ultimi tre anni le loro funzioni giudiziarie, previsto dall’art. 26 della legge professionale a carico di coloro che siano stati magistrati dell’ordine giudiziario, non possa in alcun modo essere eluso nel caso di specie. L’iscritto all’albo, proveniente dai ranghi della magistratura, ancorché iscritto all’albo degli avvocati abilitati avanti le giurisdizioni superiori, non può certamente esercitare, per il prescritto biennio, l’attività avanti la Corte di Cassazione, difettando egli del relativo ius postulandi, per aver fatto parte di tale Ufficio nell’ultimo triennio della sua attività giurisdizionale.

Consiglio Nazionale Forense (rel. Bonzo), parere del 17 gennaio 2007, n. 5

Il COA di Mantova chiede di sapere se le cariche di viceprocuratore onorario e di giudice di pace siano equiparabili alla carica di vicepretore onorario agli effetti dell’applicabilità dell’art. 26, lett. e) ord. prof. forense.

Dopo ampia discussione la Commissione fa propria la proposta del relatore, ed adotta il seguente parere:
– La Commissione ritiene di rendere al quesito risposta positiva, e che pertanto l’interessato abbia titolo per chiedere l’iscrizione di diritto nell’albo degli avvocati

Consiglio Nazionale Forense, parere del 29 gennaio 2002, n. 102