Impugnazione al CNF: la procura alle liti su foglio separato o rilasciata successivamente alla proposizione del ricorso

Nel giudizio dinanzi al CNF, l’incolpato può difendersi personalmente, purché iscritto nell’albo professionale ed in possesso dello ius postulandi, ovvero farsi assistere da altro avvocato, purché iscritto all’albo dei patrocinanti davanti alle Giurisdizioni Superiori e munito di procura speciale, che in quanto tale deve essere successiva alla decisione territoriale impugnata. Non è invece necessario, ai fini dell’ammissibilità dell’impugnazione, che la procura stessa sia antecedente alla proposizione del ricorso (operando la sanatoria e/o ratifica ex art. 182, co. 2, cpc), né che sia materialmente congiunta all’atto cui acceda (potendosi accertare aliunde una ragionevole certezza in ordine alla provenienza dalla parte del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui trattasi). (Nel caso di specie, il ricorso al CNF era originariamente proposto a mezzo avvocato non iscritto all’albo dei patrocinanti davanti alle magistrature superiori; il conseguente difetto di ius postulandi ex art. 60 u.c. del R.D. n. 37/1934, tuttavia, veniva successivamente sanato mediante deposito di procura alle liti conferita ad altro avvocato, Cassazionista).

Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Salazar), sentenza del 22 novembre 2018, n. 140

NOTA:
In senso conforme, Corte di Cassazione (pres. Canzio, rel. D’Ascola), SS.UU, sentenza n. 26338 del 7 novembre 2017.

Classificazione

- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 140 del 22 Novembre 2018 (respinge) (sospensione)
- Consiglio territoriale: COA Modena, delibera del 07 Maggio 2012 (cancellazione)
Giurisprudenza CNF

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