Disciplinare avvocati – Somme riscosse per conto del cliente – Omessa restituzione – Violazione dell’art. 44, del codice deontologico forense vigente “ratione temporis” – Presupposti per la compensazione legale – Sussistenza – Irrilevanza – Fondamento.

L’avvocato che si appropria dell’importo dell’assegno emesso a favore del proprio assistito dalla controparte soccombente in un giudizio civile, omettendo di restituire al cliente le somme di sua pertinenza, al di fuori delle ipotesi tipiche in cui gli è consentito trattenerle, contravviene all’art. 44 del codice deontologico forense vigente “ratione temporis”; né tale violazione deontologica […]

Read More &#8594

GIUDIZI DISCIPLINARI – AZIONE DISCIPLINARE – PRESCRIZIONE Omessa pronuncia su eccezione di prescrizione – Nullità della sentenza – Esclusione – Fondamento.

In materia di illecito disciplinare a carico degli avvocati, l’omessa pronuncia da parte del CNF sull’eccezione di prescrizione sollevata dall’incolpato non determina, di per sé, l’invalidazione della sentenza impugnata, trattandosi di eccezione rilevabile anche in sede di legittimità, e, comunque, di omissione alla quale può e deve rimediarsi in quest’ultima sede processuale. (rass.uff.) Corte di […]

Read More &#8594

IMPUGNAZIONI CIVILI – CASSAZIONE (RICORSO PER) – MOTIVI DEL RICORSO – VIOLAZIONE DI NORME DI DIRITTO Ricorso per cassazione – Violazione di norme costituzionali di diretta applicazione – Deduzione immediata ex art. 360, n. 3, c.p.c. – Ammissibilità – Fondamento.

La violazione o falsa applicazione delle norme costituzionali può essere prospettata direttamente come motivo di ricorso per cassazione ex art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. quando tali norme siano di immediata applicazione, non essendovi disposizioni di rango legislativo di cui si possa misurare la conformità ai precetti della Carta fondamentale. (rass.uff.) Corte di Cassazione […]

Read More &#8594

La notifica della decisione disciplinare ad avvocato sospeso è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione

La notifica della decisione disciplinare all’avvocato personalmente è idonea a far decorrere il termine breve per la relativa impugnazione, a nulla rilevando in contrario che l’avvocato stesso sia privo di jus prostulandi per l’impugnazione medesima, giacché tale circostanza non costituisce causa di interruzione o sospensione del relativo termine di decadenza. (rass.uff.) Corte di Cassazione (pres. […]

Read More &#8594

Per il termine d’impugnazione (al CNF e in Cassazione) è irrilevante la data di notifica al difensore

Le disposizioni contenute nell’art. 36 dell’ordinamento forense contengono un’eccezione al combinato disposto di cui agli artt. 285 e 170 c.p.c., il quale stabilisce che il termine dì 30 giorni per ricorrere verso la sentenza del CNF decorre dalla notifica della stessa a richiesta d’ufficio eseguita nei confronti dell’interessato personalmente e non già del suo procuratore, […]

Read More &#8594

Impugnazione delle sentenze CNF: il Procuratore generale presso la Corte di cassazione è contraddittore necessario

In tema di impugnazione delle decisioni del Consiglio Nazionale Forense dinanzi alla Corte di cassazione proposto dall’interessato, contraddittore necessario – a parte il consiglio dell’ordine locale – è il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, giacché l’art. 68 del r.d. n. 37 del 1934 indentifica nel pubblico ministero presso la S.C. il soggetto che […]

Read More &#8594

“Nuova” pregiudizialità penale: la sospensione del procedimento disciplinare è ora una (facoltativa) eccezione

Con l’entrata in vigore della L. 247/2012 (art. 54), la c.d. pregiudizialità penale ha subìto una forte attenuazione, giacché ora il procedimento disciplinare “si svolge ed è definito con procedura e valutazioni autonome rispetto al processo penale avente per oggetto i medesimi fatti” e “può” essere sospeso solo se ciò sia ritenuto “indispensabile”, ovvero quando […]

Read More &#8594

Illecito disciplinare costitutente anche reato: per la competenza territoriale del procedimento disciplinare, non trovano applicazione le disposizioni del codice di procedura penale che fanno riferimento al criterio di collegamento costituito dal reato più grave

Con l’entrata in vigore della L. 247/2012 (art. 54), il procedimento disciplinare “si svolge ed è definito con procedura e valutazioni autonome rispetto al processo penale avente per oggetto i medesimi fatti”. Ne consegue che, ai fini della competenza territoriale del procedimento disciplinare, non trovano operatività le disposizioni del codice di procedura penale che fanno […]

Read More &#8594